Nuove strategie per contrastare il revenge porn

Nasce Ealixir Foundation, donati un milione di euro per la ricostruzione dell’identità digitale delle vittime di pornografia online.


È un fenomeno pericoloso e in crescita allarmante. Le cronache, italiane e internazionali, riportano costantemente casi di pornografia non consensuale, che sempre più spesso si riferiscono a minorenni. Il Garante della Privacy da qualche giorno ha esteso la possibilità di segnalare casi di revenge porn anche ai minorenni, da 14 anni in su, attraverso l’articolo 9 del Codice della Privacy (decreto legge 139/21 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 241 dell’8 ottobre 2021).

Secondo una ricerca Eurispes (2019) avvengono due episodi di revenge porn al giorno, due video ogni 24 ore che diffondono immagini intime di persone che nel 90% dei casi sono donne, e sempre più spesso, come abbiamo visto, sono minorenni.

A livello psicologico il 50% delle vittime pensa al suicidio, o soffre di pesanti ricadute sulla propria vita sociale e lavorativa, considerato che oltre il 50% delle foto intime è corredato da nome, cognome, e profilo social.

A causa della web reputation il 70% dei candidati ad un posto di lavoro viene escluso con gravi conseguenze sulla vita personale. Il revenge porn è parte di un più ampio fenomeno, la pornografia non consensuale (In inglese “non consensual pornography”, acronimo: NCP) che comprende diverse manifestazioni, tutte, purtroppo, attualmente in crescita. Tra cui la “sextortion”, o la pubblicazione di video e immagini solo per “divertimento” o al fine di bullizzare le vittime, con diffusione su piattaforme on line specializzate in pornografia, o scambio su chat.

Questo tipo di reati colpisce nella maggior parte dei casi persone che non hanno la possibilità di difendersi, vista la complessità delle possibili azioni da attuare e la mancanza di legislazione unitaria a livello mondiale.

A questo scopo nasce Ealixir Foundation, per fornire un contributo unico a livello mondiale alla lotta e al contrasto alla pornografia non consensuale, mettendo a disposizione la propria tecnologia e il proprio personale altamente qualificato al fine di fornire, gratis, anonimamente, tempestivamente, i propri servizi di cancellazione link alle vittime. Il consiglio di amministrazione dell’omonima società ha deciso di stanziare un milione di euro all’anno ai servizi di contrasto al fenomeno.

Il riconoscimento della Corte di Giustizia Europea del diritto a non essere facilmente reperiti online attraverso link fuorvianti ha generato l’esigenza e la consapevolezza che un intervento di questo tipo sia ormai irrinunciabile per la regolamentazione della materia – spiega Enea Trevisan, Ceo e fondatore di Ealixir-. Noi abbiamo cercato di fare la nostra parte in questo contesto per contribuire ad accelerare il processo, mettendo a disposizione la nostra professionalità e i nostri software per la cancellazione di link e contenuti prodotti con il deliberato intento di nuocere. Per questo è nata Ealixir Foundation. Se qualcuno è stato vittima di un episodio di cyberbullismo, è in difficoltà a causa della condivisione non autorizzata di un video privato o ha subito un danno economico rilevante derivato da una campagna mirata di fake news, può contattarci. Faremo il possibile per aiutarlo, a titolo gratuito”.

Le richieste di intervento saranno sottoposte al Direttivo della fondazione, il quale fa riferimento al Comitato Etico, costituito da giuristi, professionisti dell’informazione, psicologi, sociologi.

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