Il premio ‘Una foglia contro i fulmini’ a Emilio Ambasz

Il grande architetto e designer argentino ospite della due-giorni (26-27 settembre) organizzata dall’Associazione Tonino Guerra. Un’edizione molto speciale che ha reso omaggio – dopo Luis Sepúlveda e Marc Augé – al noto progettista, considerato precursore dell’architettura verde.


Domenica 27 settembre, nell’ambito della XIII edizione della manifestazione Gli Antichi Frutti d’Italia si incontrano a Pennabilli (RN) organizzata dall’Associazione Tonino Guerra, è stato conferito il premio ‘Una foglia contro i fulmini’ a Emilio Ambasz, cui è appena stato attribuito a Milano il prestigiosissimo riconoscimento internazionale ‘Compasso d’oro alla carriera’.

Alla consegna del premio, domenica 27 settembre, Ambasz – padre, poeta e profeta della green architecture – ha tenuto una conversazione pubblica con Raffaele Milani, professore ordinario di Estetica all’Università di Bologna e filosofo del paesaggio sul tema “Natura e Architettura”.

Considerato anticipatore della questione, ormai urgente, del rapporto tra verde e costruito (noto il suo slogan ‘il verde sopra il grigio’) nel mondo, Ambasz è autore di progetti green in tutto il pianeta. Precorritore della necessità di un nuovo equilibrio tra edifici e natura soprattutto in ambito urbano, le sue opere sono punto di riferimento e ispirazione per la moderna green architecture. Proprio quest’anno, ricorre il 25° anniversario dell’inaugurazione del centro Acros di Fukuoka (Giappone), uno degli edifici verdi più innovativi, spettacolari e conosciuti a livello internazionale.

Fortissimo il legame spirituale con l’Italia, testimoniato da una grande attenzione editoriale, premi e riconoscimenti ottenuti, nonché dall’assegnazione, nel 2014, della “Stella al merito della Repubblica italiana” concessa dal presidente Giorgio Napolitano.

Emilio Ambasz ha partecipato a diverse Biennali di Architettura a Venezia, e, tra le varie, ha progettato l’edificio della Fondazione Banca degli Occhi (VE), l’Ospedale di Mestre, riconosciuto come il primo ‘giardino della salute’, e il primo giardino-bosco verticale (1998) per la sede ENI a Roma.

Ogni costruzione costituisce un’intrusione nel regno vegetale, ed è una sfida alla natura: dobbiamo concepire un’architettura che si erge come l’incarnazione di un patto di riconciliazione tra natura e costruzione, progettare edifici così intrinsecamente legati al paesaggio circostante che è impossibile che si disimpegnino l’uno dall’altro”.

Di contorno, la due-giorni a Pennabilli ha previsto un ricco programma di incontri, mostre, degustazioni, mercatini, attività creative, conversazioni e spettacoli.

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