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Fiorello, unica luce nel buio profondo

In una settimana estremamente povera dal punto di vista dei palinsesti Fiorello e il suo Viva Rai Play è stata l’unica boccata di ossigeno in una marea di confusione.

Se sarà l’inizio di una nuova era per la Rai lo scopriremo solo dal 13 novembre, quando il programma andrà in onda solo sulla rinnovata piattaforma digitale, che per grafica strizza l’occhio a Netflix (viva la fantasia).

Per ora ci basti sapere che in cinque serate, in onda per venti minuti dopo il Tg1 della sera, Fiorello si è portato a casa una media del 23% di share e 5.883.600 di spettatori. Nulla da dire. Anzi, chapeau.

Tornando al mare di desolazione di questi ultimi sette giorni fatti di film, riesumazioni e poco altro, vediamo che Tù sì que vales svetta, superando sè stesso.

A seguire Montalbano, presente come il prezzemolo ormai in tutto il palinsesto Rai, una mancanza di rispetto per il pubblico senza precedenti.

Montalbano meriterebbe, come ogni altra fiction, il suo periodo di riposo, non di essere spedito in trincea ogni volta che la concorrenza, sulla carta, potrebbe fare di più.

Senza parlare della bassa considerazione che, così facendo, si dimostra di avere nei confronti dei telespettatori.

Terzo posto per la penultima puntata di Un passo dal cielo. Chiude bene, al quinto posto anche Tale e quale show.

Capitolo Adrian che torna questa volta con la presenza vera, reale di Celentano, il programma in sé porta a casa circa 3,8 milioni di spettatori, ma non lo potremmo mai considerare un vero successo.

Da Adriano ci si aspetta molto di più, per non parlare della scarsa qualità di ciò che abbiamo visto.

L’isola di Pietro risale leggermente posizionandosi al settimo posto, ma non sfondando la barriera dei 3 milioni.

Gli ultimi posti sono occupati da film per Rai Uno e da una nuova fiction per Canale 5.

Numeri molto bassi che non hanno reso brillante, in particolare, la domenica delle due emittenti principali.

Enrica Leone Enrica Leone

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