Analisi auditel 15 – 21 aprile. Ancora una settimana d’oro per Canale 5 che si trova a vincere facile con la Rai in modalità repliche.
Primo posto per la partita di Champions Napoli – Milan e più di 8 milioni di spettatori. Secondo posto per la tradizionale puntata di Amici che continua ad essere leader del sabato sera.
Terzo posto, ma netto calo (dalla prima alla quarta puntata si è perso quasi un milione di spettatori) per Un passo dal cielo 7. La serie è forse quella targata Lux che sta soffrendo di più il cambio della guardia con l’addio di Daniele Liotti. La trama appare debole, a tratti noiosa e ripetitiva.
Le repliche della settimana si posizionano al quarto posto con Montalbano, al sesto con Imma Tataranni e al nono con La sposa.
Benino l’esordio della nuova edizione dell’Isola dei famosi che si posiziona a metà classifica. Cala la seconda puntata de Il Patriarca, stabile Luce dei tuoi occhi.
Posto in classifica anche per Che tempo che fa.
Il grafico che analizza più nel dettaglio lo share denota, ancora una volta, un calo generale dell’attenzione del pubblico per la generalista.
Positivo, però, il riscontro per lo spettacolo teatrale di Vincenzo Salemme, rigorosamente in diretta, Napoletano? E famme ‘na pizza!
Benissimo Chi l’ha visto?, anche se in una giornata tutto sommato piatta. Ancora Tv8 protagonista con il calcio giovedì sera.
Ci vuole un fiore, purtroppo, non ha avuto il seguito sperato nonostante sia stato un gran bello spettacolo.
Il day time vede È sempre mezzogiorno al 17%, Oggi è un altro giorno al 20,7% e Il paradiso delle signore al 20,7%. Vita in diretta oscilla tra il 20% di share e il 21,66%, mentre Bella ‘ma si assesta al 5,7%. Pomeriggio cinque, invece, rimane tra il 16,26% e il 17% di share medio.
Classe 1991, laureata in giurisprudenza, ma con la passione per la scrittura e la televisione.
Dal 2015 scrive per il Titolo e cura la rubrica Tele dico in Tv su TitoloTv, dove ogni settimana cerca di analizzare la televisione di oggi. Le sue critiche sono sempre costruttive e mai distrutte perché dietro a qualunque lavoro, anche il peggiore, ci sono lavoratori e idee che meritano di essere rispettate.



