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Tamburi di Pace 3.0 – Canto per Europa

Si rinnova anche nel 2019, per il quinto anno consecutivo, il progetto nato dal sodalizio della European Spirit of Youth Orchestra – ESYO. E’ un ensemble sinfonico composto da settanta giovani musicisti provenienti da tredici paesi europei, con il giornalista e scrittore Paolo Rumiz.

L’orchestra giovanile ESYO, fondata venticinque anni fa dal Igor Coretti Kuret con il sostegno morale del grande violinista Lord Yehudi Menuhin, si ricostituisce ogni anno coinvolgendo talenti sempre nuovi selezionati nei più prestigiosi conservatori e nelle migliori scuole di musica europee. Formata esclusivamente da musicisti di età compresa tra 13 e 20 anni, l’orchestra ha visto crescere musicalmente ed umanamente oltre duemilacinquecento giovani. Grazie a questa esperienza i ragazzi si sono confrontati con i valori della cooperazione e dell’impegno civile. L’idea di “Tamburi di Pace” nasce dal desiderio di riaffermare, attraverso il linguaggio universale della musica, i valori della pace e del dialogo interculturale.

I concerti per voce narrante e orchestra sono eventi sinfonici unici nel loro genere. Parole e note si intrecciano, sviluppandosi attorno a un tema diverso ogni anno.

Le composizioni narrative che Paolo Rumiz reciterà durante lo spettacolo si ispirano all’antico mito di Europa. Dialogheranno con le musiche di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov, Maurice Ravel e Ludvig v. Beethoven, eseguite dalla ESYO Orchestra.

Europa, paesaggio, clima

Le ultime tournée di ESYO, ispirate a un tema differente ogni anno, sono state dedicate, prima di Tamburi di pace, all’Europa dei cammini, delle guerre, delle frontiere. La serata-evento al Teatro Franco Parenti proporrà una rilettura del mito fondativo del nostro continente, anche alla luce degli impressionanti cambiamenti climatico-ambientali del presente. Un viaggio sulla scia della traversata mediterranea della principessa fenicia Europa, rapita da Giove – trasformato in mansueto toro bianco – su una spiaggia dell’attuale Libano e da lui portata verso Occidente.

Il concerto in scena al Teatro Franco Parenti di Milano il 10 ottobre alle ore 18:30 sarà preceduto dagli interventi di Salvatore Veca, Presidente Onorario Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Ilaria Borletti Buitoni, Presidente Società del Quartetto di Milano, e Fabio Brescacin, Presidente EcorNaturaSì.

“Europa come femmina e figlia dell’Oriente. Donna che attraversa il Mediterraneo con paura, e nella quale il Dio si fa carne attraverso uno stupro. Per molti aspetti, la prima migrante. Che rivive mille e mille volte nelle fuggiasche di oggi.

Sulla traccia di quel rapimento, attraverseremo un Mediterraneo sconvolto da cambiamenti epocali. Il clima che impazzisce, l’erranza dei popoli, le guerre, i fondamentalismi, il turismo di massa. Dietro a tutto, un’Europa capolinea di popoli che rinnega il suo destino millenario e la sua leggenda. Ma nel viaggio il mito ci addita ancora la speranza, nell’atto millenario dello sbarco. Lo narreremo in versi, sulle note dedicate a un’altra donna d’Oriente: Sherazade, la grande narratrice.

Un intreccio di epopee femminili che finirà in un memorabile crescendo della storia della musica. In versi di undici sillabe accompagneremo le note che Rimski Korsakov ha dedicato a un’altra grande donna d’Oriente: Sherazade, l’ineguagliabile narratrice. Un intreccio di due epopee femminili, che si chiuderà con uno dei crescendo più incalzanti della storia della musica” Paolo Rumiz

Gli ideatori di Tamburi di pace

Paolo Rumiz

Giornalista e scrittore triestino, attento cultore delle storie del passato, dimenticate volutamente o per convenienza. Inviato del quotidiano “Il Piccolo” negli anni dei grandi cambiamenti a Est di Trieste, e poi de “La Repubblica”. Dal 1986 ha seguito gli eventi dell’area balcanico-danubiana, coprendo gli anni difficili della guerra jugoslava, specializzandosi poi in reportage di viaggio. Nel novembre 2001 è stato inviato a documentare l’invasione dell’Afghanistan. Da quindici anni realizza ogni agosto un lungo feuilleton di esplorazione negli spazi più arcani d’Italia e dello spazio euro-mediterraneo. È un sensibile estimatore dell’European Spirit of Youth Orchestra e del messaggio di pace e di collaborazione tra i popoli di cui essa è ambasciatrice. Dal 2015 accompagna la ESYO nel progetto culturale “Tamburi di pace”.

Igor Coretti Kuret

Musicista triestino e direttore d’orchestra, fondatore e direttore della ESYO, è impegnato a formare i giovani musicisti europei nello spirito di convivenza pacifica e di collaborazione transnazionale che si basa sul reciproco rispetto e sulla miglior conoscenza tra i popoli. Nel dicembre 2007 è stato premiato con la Medaglia d’Onore dell’Iniziativa Centro Europea (In.C.E.) per i risultati ottenuti con l’orchestra nel vasto panorama musicale internazionale.

La European Spirit of Youth Orchestra

L’Orchestra dei giovani musicisti europei (ESYO) è stata fondata dal maestro Igor Coretti Kuret nel 1994. Ensemble sinfonico composto da 75 giovani musicisti (dagli 11 ai 18 anni) provenienti da 13 paesi europei, la ESYO costituisce un’esperienza unica nel panorama concertistico internazionale. Frutto di diverse esperienze didattiche ed umane (anche i professori che collaborano alla preparazione dell’orchestra sono di provenienza internazionale). La ESYO si è esibita sotto l’Alto Patrocinio della Commissione UE, del Parlamento Europeo, dell‘In.C.E. e della Presidenza della Repubblica Italiana e, in due occasioni, davanti ai Capi di Governo dei Paesi Membri dell’In.C.E.

Le esibizioni in concerto sono state più di 200 in Italia ed in altri 13 paesi europei (Austria, Bosnia ed Erzegovina, Bielorussia, Repubblica Ceca. Croazia, Germania, Macedonia. Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) insieme a solisti di fama internazionale quali Uto Ughi, Giovanni Angeleri, Ernö Kallai. Concerti eseguiti nelle sale di teatri prestigiosi quali il Rudolphim di Praga. il Teatro Massimo Bellini di Catania, la sala della Filarmonica di Belgrado, il Teatro Comunale di Bologna. il Teatro Verdi di Trieste, l’Auditorium Cariplo di Milano, la Konzerthaus di Berlino e nelle sedi di importanti istituzioni europee, come la sede del Parlamento UE a Bruxelles.

Il valore artistico e lo spirito europeo della ESYO sono stati riconosciuti anche dal Maestro Riccardo Muti

Il maestro l’ha invitata ad affiancare la sua Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” nell’esecuzione del Requiem di Verdi nel concerto di “Le Vie dell’Amicizia” – Requiem per le vittime di tutte le guerre, da lui diretto a Redipuglia, alla presenza dei Capi di Stato di Austria, Croazia, Italia e Slovenia, in occasione delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra (nel 2014).

Dal 2015 l’orchestra ESYO è inoltre la protagonista del progetto “Tamburi di pace” (2015-2019) al quale sono state conferite la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana e l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. La voce di Paolo Rumiz, scrittore e giornalista di fama internazionale, è diventata parte integrante dell’orchestra. I suoi testi, composti appositamente per gli spettacoli ed in armonia con il programma musicale, ruotano attorno a tematiche ogni anno differenti.

La Scuola per Giovani Musicisti Europei, che sostiene l’orchestra ESYO, è un’associazione culturale senza scopo di lucro. Ha ricevuto negli anni anche finanziamenti pubblici, ma lavora soprattutto grazie alle donazioni e ai contributi liberali di privati che si riconoscono nella forza e nell’importanza del progetto.

INGRESSO GRATUITO

Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it


Da Lunedì 14 ottobre 2019 siamo tornati in onda.
Vi aspettiamo con Fabio Alberti, Enrica Leone, Francesco Maggiore, Fabrizio Romagnoli, Riccardo Dettori, Piera Vitali, Tiziana Marongiu e Donato Francesco Bianco.
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