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Ritratto della giovane in fiamme

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Arriva nelle sale italiane il capolavoro di Celine Sciamma, premiato come Miglior Sceneggiatura all’ultimo Festival di Cannes.

Alla fine del 700′, in un’isola piccola della Bretagna, la pittrice Marianne (Noemie Merlan), viene incaricata da una contessa (il nome è sconosciuto, ma è interpretata dalle più vitali attrici del nostro cinema, Valeria Golino) di dipingere un ritratto per la figlia Heloise (Adele Haenel), ribelle e inquieta.

La contessa ha combinato un matrimonio tra la figlia e un nobile milanese, ed è impaziente di avere un ritratto perfetto della figlia per l’occasione. Malgrado le resistenze iniziali, tra Heloise e Marianne, si svilupperà un rapporto di complicità, che poi sfocerà in un sentimento di passione travolgente. Ma al destino non si può sfuggire, e alla bellezza dell’arte, solo l’indelebile forza del ricordo può far coesistere l’arte e l’amore.

La pellicola è una storia totalmente femminile; gli uomini sono pochi ed inesistenti, più evocati che reali. La scenografia è ridotta ai minimi termini, come anche la musica, salvo pochi e suggestivi momenti. Il fascino visivo dell’isola è esaltato dalle lunghe passeggiate delle due donne, e ampliato grazie all’eros nascente, nonostante la decontestualizzazione sociale, e i fili invisibili del controllo maschile.

Celine Sciamma ha diretto un bellissimo e affascinante melodramma in costume, che ha nel ritmo dei suoni, l’osservazione dei passi e dei movimenti, degli sguardi e del desiderio, i suoi punti di forza. Distribuito in Italia da Lucky Red, e candidato al Golden Globe come miglior film straniero, con rimandi a “Lezioni di piano” di Jane Campion, “Ritratto della giovane in fiamme” non è solo una delle meravigliose sorprese d’autore per questo Natale, ma va inserito (insieme a “Parasite” e “DolorYGloria”) tra i film più belli del 2019.

Francesco Maggiore Francesco Maggiore

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