Gigi Proietti, no questa volta non è una mandrakata

Il 2020 non sembra voler arrestare la sua folle corsa alle brutte notizie e alle perdite devastanti. 2 novembre 1940 – 2 novembre 2020.


Se ne va così, alle 5.30 del mattino e in sordina, Gigi Proietti. Ironia della sorte proprio nel giorno del suo compleanno, una data sulla quale scherzava sempre, quasi fosse una sorta di profezia.

Se ne va un maestro d’arti che ha formato tanti allievi attori e comici del nostro bel paese. Aveva ancora molte cose da donare Gigi, l’età era solo un elemento anagrafico. Il suo cuore però non ha più retto, dopo due settimane di ricovero un attacco cardiaco non gli ha lasciato scampo.

No, non è una mandrakata questa, ma solo una triste, tristissima giornata.

Proietti era tutto: attore di teatro, di cinema e di televisione, come si può dimenticare Il maresciallo Rocca che ha fatto cresce un’intera generazione o Febbre da Cavallo.

Non solo però, era anche un cantante, uno showman a 360 gradi. Non meno importante, è stato direttore del Brancaccio e da 17 anni a questa parte del Globe Theatre a Villa Borghese.

Ha lottato con tutto sé stesso per ridare lustro ad un settore, quello teatrale, sempre in perenne sofferenza.

Gigi era la reincarnazione perfetta dell’uomo di spettacolo, di quello spettacolo che in questo momento storico così complesso ha dovuto mettere un freno.

Doveva fare l’avvocato, ma a sei esami dalla laurea il richiamo dell’arte è stato più forte e probabilmente noi tutti dovremmo dire “meno male”.

Mancheranno la sua sagacità, l’umorismo cinico, la sua voce inconfondibile, ma soprattutto mancherà tutta la bellezza che avrebbe potuto ancora regalarci, perché l’arte, la cultura non vanno in pensione. Mai.

Ciao caro Gigi, questa volta una pallottola nel cuore l’hai sparata tu, a tutti noi.

Enrica Leone

Print Friendly, PDF & Email
Language »