Tableau Vivant

Uno spettacolo di grande classe e suggestione per la Fondazione Valente.


Uno spettacolo che ha unito arte e musica, proprio come piaceva all’avvocato Rocco Nanna, già presidente della Fondazione Valente , quello proposto presso l’anfiteatro di Molfetta dai Solisti della  Nuova Orchestra Scarlatti e da Teatri 35.

Il pubblico ha avuto l’impressione di entrare direttamente nelle tele, tanto era la potenza evocativa delle suggestioni create dai tre bravissimi attori che hanno messo in scena dei quadri viventi su musiche da Gesualdo al ‘900. Non  è comune poter assistere ad una rappresentazione così, che unisce musica e teatro, quindi il pubblico, rapito e concentrato,  ha gradito molto questa versione inedita di arte.

Tableau vivant (/tablo vivɑ̃/) è un’espressione francese che significa «quadro vivente» e, in arte, descrive uno o più attori o modelli d’artista opportunamente mascherati a rappresentare una scena come in un quadro vivente. Di solito infatti per tutta la durata della “visione”, le persone non parlano e non si muovono. L’approccio si sposa così con le forme d’arte del palcoscenico con quelli di pittura o della fotografia. Il più recente periodo di massimo splendore del tableau vivant è stato il XIX secolo.

Nell’ anfiteatro invece, unendosi alla musica, i tre attori: Antonella Parrella, Francesco Ottavio De Santis, Gaetano Coccia  si muovevano  guidati dalle note magistralmente eseguite da Gaetano Russo al clarinetto,  da Daniela Cammarano, Veronica Menditto ai violini, da Piero Massa alla viola, da Pierluigi Marotta al violoncello e da Luigi Lamberti al contrabbasso. Splendida la voce del soprano Naomi Rivieccio che si  fusa con musica ed arte.

Ad  introdurre la serata e il presidente Marcello Carabellese, a salutare gli ospiti è toccato a  Luisa Moscato che ha anche ricordato il già presidente, promotore di tante interessanti mostre d’arte.

Durante la performance sono stati rappresentati quadri di : S. Ricci, Caravaggio, P. P. Pasolini, B. Caracciolo, Masaccio, A. Vaccaro, Piero della Francesca, Sebastiano del Piombo, A. Ivanov, D. Velázquez, mentre venivano eseguite musiche di  F. Durante, C. M. von Weber, C. Gesualdo, G. B. Pergolesi, P. Hindemith, O. Messiaen, D. Šostakovič, F. Schubert, W. A. Mozart, M. Fairouz, S. Rachmaninov.

Gli attori con dei semplice teli, poggiati sul palcoscenico sono riusciti a dar vita a questa azione/ concerto dedicata alle Sacre Passioni e, senza parlare hanno fatto vivere e animare  le tele.

Il direttore Gaetano Russo, ha spiegato che è uno spettacolo di grande introspezione e di profonda ricerca interiore. Il pubblico  ha applaudito ogni quadro lungamente e calorosamente tanto che gli artisti hanno concesso il bis. Ancora una volta la Fondazione Valente si conferma una importante istituzione culturale che riesce a proporre delle vere e proprie chicche, spaziando nei diversi generi musicali ed artistici, facendo conoscere interpreti di spessore anche in versioni inedite ed originali.

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