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L’Uomo vitruviano è tornato a casa

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Dopo essere stato esposto al Louvre sarà visibile ogni anno per un periodo di tempo circoscritto alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Il 18 dicembre 2019, l’Uomo vitruviano è rientrato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, sotto la supervisione del Direttore Giulio Manieri Elia, che ha seguito tutte le fasi del trasporto curato da Arteria, con la collaborazione dei Carabinieri del Nucleo di Tutela, della Polizia Aeroportuale e di Save (Presidenza e Ufficio relazioni esterne).

Il celebre disegno di Leonardo da Vinci, Studio di proporzioni del corpo, meglio noto come Uomo vitruviano, era stato esposto al Louvre di Parigi dal 24 ottobre al 16 dicembre 2019, richiamando l’attenzione della stampa internazionale e suscitando grande interesse da parte del pubblico proveniente da tutto il mondo, in occasione della mostra Leonard de Vinci, dedicata al genio toscano per il cinquecentenario della morte. Mostra che prosegue fino al 24 febbraio 2020.

Come annunciato nelle scorse settimane, le Gallerie dell’Accademia stanno mettendo a punto alcune iniziative di valorizzazione per questo straordinario disegno, divenuto ormai un simbolo identitario del patrimonio culturale universale.

Il Direttore Manieri Elia, con la Responsabile del Gabinetto dei Disegni Valeria Poletto e le restauratrici Loretta Salvador e Karmen Corak, stanno studiando la fattibilità, terminato il necessario periodo di “riposo” dell’opera, di esporre l’Uomo vitruviano, nelle sale che accoglieranno le opere grafiche della collezione, ogni anno per un periodo di tempo circoscritto e definito in base alle dovute accortezze conservative.

Una soluzione che darebbe a tutti la possibilità di ammirare questo capolavoro, conservato alle Gallerie a partire dal 1822, quando fu acquistato insieme al resto della raccolta grafica appartenuta al milanese Giuseppe Bossi.

Sarà progettato, inoltre, uno spazio permanente dedicato alla complessità del disegno e dei suoi contenuti, attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate per la fruizione virtuale, consentendo così un’esperienza innovativa e continuativa dell’opera anche quando il foglio originale non potrà essere esposto.

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