Dopo gli ultimi straordinari successi musicali, l’orchestra chiude la stagione a Vergato (Bo).
È affidato ai giovani musicisti dell’orchestra “ L’Oro del Reno ” il gran finale della prima edizione di “Musicherò”, promossa dal Comune di Vergato e dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese ed organizzata da Luca Troiani dell’Associazione Crescendo.
Giovedì 31 maggio alle ore 21 presso la sala della biblioteca “A. Guidotti” di Vergato (BO), l’orchestra diretta dal M° Michela Tintoni proporrà un meraviglioso viaggio musicale con l’esecuzione del concerto per pianoforte ed orchestra n. 12 in La Magg. K. 414 di Mozart eseguito da Francesca Perrotta. Il programma della serata darà spazio anche ad un giovanissimo pianista sassese, Mattia Pasquali, con il concerto in Fa m. BWV 1056 di J. S. Bach. Concluderà la serata un repertorio tra danze e tanghi e la performance del giovane Cesare Marchetti che eseguirà Oblivion di Astor Piazzolla.

L’Orchestra…
fondata nel 2015 dal M° Michela Tintoni, riunisce giovani strumentisti, quasi tutti musicalmente cresciuti lungo la Valle del Reno, da cui il nome di wagneriana memoria: studenti, dilettanti, ragazzi iscritti al Liceo Musicale, al Conservatorio e neodiplomati a cui si affiancano professionisti. Dal 2015 ad oggi si è esibita con successo in numerosi concerti nel nord d’Italia anche al fianco di realtà musicali di rilievo del panorama Nazionale.
L’Orchestra L’Oro del Reno è patrocinata dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Sasso Marconi, dal Comune di Castelfranco Emilia, e dal Comune di Bologna. Dal 2017 è sostenuta dall’Associazione di promozione sociale “ L’Oro del Reno ”.
Ingresso unico 7.00 euro.
Info e prenotazioni 347.2554656.
I posti verranno riservati fino a 15 minuti prima dell’ingresso.
Classe 1991, laureata in giurisprudenza, ma con la passione per la scrittura e la televisione.
Dal 2015 scrive per il Titolo e cura la rubrica Tele dico in Tv su TitoloTv, dove ogni settimana cerca di analizzare la televisione di oggi. Le sue critiche sono sempre costruttive e mai distrutte perché dietro a qualunque lavoro, anche il peggiore, ci sono lavoratori e idee che meritano di essere rispettate.


