Dante, ieri, oggi e domani

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Un Poeta sempre contemporaneo e non vincolato al suo tempo.


E’ innegabile che il mondo moderno ama Dante, così come è pacifico che la cultura del nostro tempo si rivolge tutt’ora con vivo interesse alla sua opera. Ma, posti questi dati di fatto, è poi difficile e delicato individuarne e precisarne i motivi.

 

Il messaggio dantesco continua a vivere anche in un mondo come il nostro, organizzato e articolato politicamente e socialmente secondo schemi, ideologie, tanto diversi da quelle del trecento. E’ vero che Dante precorre in qualche settore taluni atteggiamenti moderni, come nell’esigenza di teorizzare i limiti dell’esercizio del potere politico, e i confini dell’influenza del potere religioso.

 

Che la sensibilità di Dante, si può applicare la qualifica di “moderno” è fuori di dubbio: egli era per il suo tempo, un riformatore; ed un riformatore che prospettava le situazioni in orizzonti molto vasti.

Bisogna dargli atto che egli pensava effettivamente in dimensioni nazionali.

 

Infatti, meditando sui guai e sulla rovina della sua Firenze, egli allarga sempre il suo quadro alla realtà politica ed economica di tutta la nostra penisola: le discordie fiorentine non sono per lui che l’inizio di uno sfacelo che non potrà non investire tutti gli altri stati italiani.

 

Non può però dirsi superata la sua invettiva contro la corruzione  e la vanità, contro gli atteggiamenti faziosi, contro la depravazione. Se, per un momento, si lasciano da parte le argomentazioni generali, politico economiche, e si scende a considerare quali appunti Dante muove o scaglia contro i suoi concittadini, presi come individui, le sue parole trovano una eco quanto mai pronta anche nella nostra coscienza moderna.

Gli uomini,  nel loro intimo, non sono o forse non possono essere diversi da allora, le prepotenze e le ambizioni sono oggi ancora molto simili a quelle che i contemporanei di Dante mettevano in opera o volevano mettere.

 

Ed il fatto che egli quelle disonestà e altezzosità abbia messo in versi che ancora oggi ci parlano direttamente, e illustrano anche i nostri casi, è la riprova di quanto egli sia tutt’ora vivo; con noi nella nostra esistenza di tutti i giorni. Perché proprio in questo rivivere poeticamente ed in senso universale i più diversi episodi e le più differenti occasioni, Dante, dimostra di non essere vincolato al suo tempo. Egli non interpreta, gli aspetti della sua civiltà, dividendo nettamente con il colpo di spada, la verità dall’errore, come si faceva nel Medioevo. Egli individua e chiarisce i battiti eterni del cuore dell’uomo: il passionale, lo speculativo e il morale.

 

Da qui il valore attuale dell’arte dantesca, la modernità della sua esperienza poetica, con Dante sorge, per la prima volta nell’età moderna, la coscienza estetica cioè il senso profondo dell’arte con tutte le sue sottili difficoltà, e con tutti i suoi tormenti. Dante ha toccato tutti gli estremi possibili del canto umano, dalle rarefatte altezze del Paradiso, alle drammatiche profondità dell’Inferno.

Per questo egli è anche il poeta del nostro tempo.

 

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza“.

Inferno canto XXVI

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