Visioni che trasformano la moda in arte contemporanea

Visioni che trasformano la moda in arte contemporanea

Un percorso visivo che unisce maestri internazionali e nuove prospettive sulla fotografia d’autore.


La fotografia di moda torna protagonista a The Phair 2026, dove il dialogo tra arte, stile e cultura pop diventa il filo conduttore di una riflessione ampia e contemporanea. Dal 22 al 24 maggio, negli spazi della Sala Fucine delle OGR Torino, la fiera internazionale dedicata alla fotografia e alle opere realizzate con il mezzo fotografico riafferma la propria vocazione: mostrare come l’immagine possa superare la funzione editoriale per affermarsi come linguaggio artistico autonomo.

Quest’anno, uno dei focus principali è la fotografia di moda, esplorata attraverso gli sguardi di quattro autori che hanno ridefinito estetiche, codici e immaginari del settore: Giovanni Gastel, Françoise Huguier, Marco Glaviano e Michelangelo Di Battista, presentati rispettivamente dalle gallerie Photo & Contemporary, Ira Leonis, Deodato Arte e Jaeger Art.

Gastel, figura cardine della fotografia italiana, ha trasformato l’immagine fashion in un territorio poetico e concettuale. Le sue collaborazioni con Vanity Fair, Vogue e le grandi maison internazionali hanno contribuito a spostare la fotografia di moda verso una dimensione museale, dove l’eleganza diventa forma e racconto.

Françoise Huguier porta a Torino la serie Sublimes, frutto di quindici anni di immersione nel mondo delle sfilate e dei backstage. Le sue immagini scardinano la rappresentazione tradizionale dell’alta moda, rivelando dettagli, rituali e simboli che trasformano il savoir-faire in una mitologia visiva. Nelle sue fotografie, la seduzione non è mai fine a sé stessa: diventa chiave per interrogare identità, potere e immaginario femminile.

Marco Glaviano, autore di oltre 500 copertine per le più prestigiose riviste internazionali, incarna la potenza iconica della fotografia glamour. Le sue immagini, costruite con rigore e sensibilità pop, mostrano come il corpo diventi un palinsesto culturale, luogo in cui si stratificano desideri, codici sociali e narrazioni collettive. Il suo lavoro solleva una domanda cruciale: chi definisce ciò che desideriamo vedere — e ciò che desideriamo essere?

Completamente diverso, ma altrettanto incisivo, è l’universo creato da Michelangelo Di Battista insieme agli artisti Jake e Dinos Chapman. La serie Mystery in the Moonlight, con Claudia Schiffer protagonista, richiama l’estetica dei B-movie anni Cinquanta attraverso un uso drammatico della luce e scenografie dipinte a mano. Le immagini sembrano fotogrammi di un film immaginario, sospesi tra artificio e realtà, in un gioco che mescola arte alta e cultura popolare.

La presenza di questi quattro maestri conferma la missione di The Phair: mostrare una fotografia che non documenta soltanto, ma interpreta, costruisce e ridefinisce il nostro modo di guardare il mondo.

La fiera aprirà con la Press Preview e l’Opening su invito il 21 maggio, per poi accogliere il pubblico dal 22 al 24 maggio con mostre, incontri e un programma di talk che coinvolgerà ospiti internazionali.

Crediti fotografici © Michelangelo Di Battista, Mystery in the Moonlight, 2009, Archival Pigment Print, 20 x 24 cm