Un confronto tra istituzioni, clinici e territorio delinea un modello regionale più integrato ed efficace.
Il convegno “Verso una strategia cardiometabolica per proteggere il futuro – Obesità, diabete e lipoproteina(a)”, organizzato con il contributo non condizionante di Lilly, ha riunito istituzioni, comunità scientifica e rappresentanze dei pazienti sardi in un dialogo strutturato sulle nuove priorità in ambito cardiometabolico. L’incontro, moderato dal giornalista scientifico Francesco Mereta e svolto in modalità webinar per l’allerta meteo, ha offerto una lettura aggiornata delle opportunità introdotte dalla recente normativa nazionale.
A partire dalla Legge 3 ottobre 2025, n. 149 sull’obesità e dal Piano Nazionale della Cronicità, i relatori hanno delineato un modello regionale orientato alla prevenzione, alla presa in carico e alla collaborazione tra professionisti. È emersa la necessità di rafforzare la sanità territoriale attraverso una rete capace di integrare competenze cliniche e supporto sociale.
Riccardo Trentin, referente della Federazione Rete Sarda Diabete, ha richiamato l’attenzione sulla complessità dei pazienti cardiometabolici e sulla necessità di percorsi coordinati. «Quando una persona convive con cardiopatia, diabete e obesità, serve un approccio unitario che accompagni davvero il paziente», ha osservato, valorizzando il ruolo dei team multidisciplinari e delle farmacie dei servizi come presidio di continuità e orientamento.
Il confronto ha evidenziato anche l’opportunità di aggiornare la Consulta regionale della diabetologia, includendo figure oggi assenti – psicologi, Federfarma e medici di medicina generale – per migliorare la governance dei percorsi assistenziali.
Tatiana Lai, segretaria nazionale SIMDO, ha posto l’accento sull’importanza dell’educazione terapeutica, ricordando come una maggiore consapevolezza riduca accessi d’urgenza e ricoveri, con benefici clinici ed economici. L’educazione è stata indicata come leva essenziale in tutte le fasi della prevenzione.
Giovanni Fantola, direttore della Chirurgia Metabolica e dell’Obesità dell’ARNAS Brotzu, ha ribadito che la chirurgia rappresenta solo una parte di un percorso più ampio, che deve includere aspetti psicologici e sociali. Il PDTA regionale è stato indicato come strumento decisivo per garantire uniformità e qualità delle cure.
Roberta Montisci, presidente della sezione sarda della Società Italiana di Cardiologia, ha ricordato che l’obesità non è soltanto un fattore predisponente, ma una condizione che genera direttamente danno cardiovascolare. Da qui l’importanza di interventi mirati, stili di vita adeguati e, quando necessario, terapie innovative e chirurgia bariatrica, all’interno di reti integrate.
Il contributo istituzionale è arrivato da Lorenzo Cozzolino, consigliere regionale e membro della VI Commissione Salute e Politiche sociali, con un intervento letto dal moderatore Federico Mereta. Cozzolino ha sottolineato l’importanza di trasformare le strategie nazionali in azioni concrete, misurabili e sostenibili, rafforzando PDTA e reti professionali.
Marco Porcu, consigliere di Federfarma Cagliari e Federfarma Sardegna, ha infine ricordato il ruolo delle oltre 600 farmacie dell’isola come punto di riferimento quotidiano per ascolto, orientamento e supporto, soprattutto nelle aree più fragili.
Il convegno si è concluso con l’impegno a raccogliere le proposte emerse in un documento da presentare alla Commissione regionale Sanità, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di interventi operativi capaci di migliorare la qualità di vita dei pazienti e la sostenibilità del sistema sanitario regionale.



