A Milano, Sal De Riso trionfa nella kermesse vincendo il premio miglior panettone.
El panettun milanese parla campano e proprio in una giornata nevosa, Salvatore De Riso, di Tramonti, membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, ha riportato il calore e i sapori salernitani, grazie al suo eccellente panettone classico milanese (foto a sinistra), farcito con bucce d’arancia candita, uvetta sultanina e cedro diamante.
Al premio va aggiunta una menzione onorifica per la sua Torta porta fortuna, ricetta “suggeritagli” da Babbo Natale in persona, durante un viaggio in Lapponia che Salvatore De Riso avrebbe fatto con la sua famiglia. Da buon campano ci ha svelato che: “Chi la mangerà a Natale avrà tanta gioia e fortuna”. La sua produzione conta 10 diverse proposte di panettone, dal classico, al mandorlato, al panettone con limoncello e bucce candite del limone Igp costa d’Amalfi, al panettone stregato, al Tramonti in Concerto, al Nuvola, al Sottobosco e novità di quest’anno il Cilentano, preparato con burro di bufala, fichi bianchi del Cilento Dop, finocchietto selvatico e una glassa di nocciole, che è andato letteralmente a ruba.
Da Sapri a Sorrento, il territorio con i suoi frutti è grande fonte d’ispirazione per Sal De Riso, il re del panettone 2013. Alla domanda: il panettone è un dolce tipico lombardo, come vive questo premio da non lombardo? Sal De Riso ha risposto: “Oggi io sono veramente felice, perché ricevere a Milano il premio per il migliore panettone milanese, è come se una squadra di calcio vincesse la coppa del mondo! La prima cosa che ho fatto, dopo la premiazione, oltre che chiamare la mia famiglia, è stata chiamare la mia squadra in laboratorio per urlare “Bravi ragazzi, ce l’abbiamo fatta!”.Questa è una ricompensa per tutto l’impegno e la passione che ci mettiamo.”
Altro importante premio come miglior dolce lievitato innovativo (foto a destra) è stato conferito a Roberto Viganò, della pasticceria di Desio (Milano), con il suo panettone La felicità. Un panettone al pistacchio, farcito con marmellata d’arance e cioccolato e una crema al wafer. La felicità nasce da un cambio di rotta del pasticcere, che la notte prima del concorso ha sperimentato una nuova ricetta e l’ha realizzata a tempo di record, sbaragliando gli avversari.
Altra menzione onorifica per il suo panettone tradizionale a doppio impasto è stata assegnata al più giovane pasticcere presente al concorso: Alain Locatelli, della pasticceria Cheri di Bonate Sopra (Bergamo). Un giovane ragazzo di 26 anni, con alle spalle diverse esperienze in Italia e all’estero. Tra le sue proposte, oltre all’originale panettone bicolor, che unisce due impasti diversi, uno al gianduia con pasta di nocciole Igp piemontesi e l’altro classico della veneziana agrumata, presenta il panettone con olio extravergine di oliva senza latticini e senza canditi perché “possiamo cambiare la concezione tradizionale del panettone, possiamo gustarlo come dolce ma trasformarlo anche in salato, se tostato e con un’aggiunta di pomodorini, capperi, cipolline o cetrioli, tonno, olio, sale e aceto, otteniamo una deliziosa panzanella!”
Tra gli artigiani della pasticceria riuniti in questo spazio dell’ex-Ansaldo, si respira la profonda passione e il desiderio di sperimentare, nel rispetto sempre della tradizione, tramandata e radicata nella cultura enogastronomica del Bel Paese.
Grande successo, dunque, per questa VI edizione di Re Panettone, organizzata dall’Associazione Amici del Panettone e ideata da Stanislao Porzio.



