Una quadriennale ambiziosa intreccia arti contemporanee, ricerca e identità regionale per ridefinire il ruolo creativo del Qatar.
Qatar Museums lancia Rubaiya Qatar, la nuova quadriennale multidisciplinare dedicata all’arte contemporanea nazionale, sviluppata sotto l’egida di ALRIWAQ Art + Architecture. Il progetto nasce per consolidare la presenza internazionale del Qatar e sostenere una nuova generazione di artisti e pensatori, attraverso un programma articolato di mostre, commissioni, residenze, pubblicazioni e interventi di arte pubblica, ogni quattro anni riuniti attorno a un tema centrale.
Il cuore dell’edizione inaugurale è Unruly Waters, la più ampia mostra della quadriennale. Ispirata all’omonimo volume dello storico ambientale Sunil Amrith, riunisce oltre cinquanta artisti contemporanei, molti dei quali coinvolti con nuove produzioni. L’esposizione indaga il rapporto tra esseri umani e natura in un’area che dal Golfo si estende all’Asia orientale, mettendo in prospettiva anche il ruolo del Qatar all’interno di questa geografia culturale e ambientale.
«Rubaiya Qatar nasce dall’evoluzione di Qatar Museums negli ultimi vent’anni e riflette le ambizioni del Paese nel posizionare Doha come fulcro della pratica artistica globale», afferma Sheikha Reem Al Thani, Deputy CEO di Qatar Museums. «Questa prima edizione favorirà nuove reti creative, sosterrà artisti emergenti e offrirà a Doha una piattaforma per lo scambio di idee all’avanguardia».
Per Sheikha Alanood Al Thani, Direttrice di Rubaiya Qatar, Unruly Waters «colloca il Qatar come punto d’incontro tra culture e tradizioni diverse, evidenziandone il ruolo storico e attuale come hub geopolitico». Accanto alle opere contemporanee, la mostra integra reperti delle collezioni di Qatar Museums, creando connessioni inedite tra passato e presente e mostrando come la regione del Golfo sia stata modellata tanto dai fenomeni naturali quanto dagli scambi commerciali e culturali.
Curata da Tom Eccles, Ruba Katrib, Mark Rappolt e Shabbir Hussain Mustafa, Unruly Waters introduce a Doha un programma transnazionale che affronta questioni condivise da tutto il territorio. Gli artisti coinvolti rappresentano la pluralità delle comunità che vivono in Qatar e riflettono le trasformazioni ecologiche, geopolitiche e migratorie che da secoli attraversano il Golfo. Tra i partecipanti figurano Lawrence Abu Hamdan, Sophia Al Maria, Mohamed Bourouissa, Alia Farid, Lydia Ourahmane, Marina Tabassum e Rirkrit Tiravanija.
La mostra esplora temi legati alla circolazione di persone, merci e idee, alle memorie infrastrutturali e al futurismo speculativo, attraverso media che spaziano dalla pittura alla performance, dal suono alle immagini in movimento. L’arte diventa così un linguaggio transnazionale capace di generare nuove solidarietà.
Un ruolo centrale è affidato ai reperti del relitto di Cirebon, nave mercantile del IX–X secolo recuperata nel Mare di Giava. Il suo carico testimonia l’esistenza di una Via della Seta marittima e di forme di globalizzazione precoloniale, suggerendo una storia culturale condivisa governata da venti, maree e stagioni monsoniche. Accostati alle opere contemporanee, questi oggetti ampliano la narrazione verso un’Asia interconnessa e stratificata.
Rubaiya Qatar si estende anche oltre ALRIWAQ. Our Common Currents, a cura di Lina Patmali presso QM Katara Gallery, esplora il ruolo dell’acqua nel paesaggio culturale e naturale del Qatar, dalle tradizioni della pesca delle perle alle dinamiche ambientali che definiscono mare, costa e deserto. La mostra invita a ripensare il rapporto tra esseri umani e risorse idriche per immaginare un futuro sostenibile.
Al Mathaf: Arab Museum of Modern Art, Seething Sea, curata da Wadha Al Aqeedi, riunisce opere moderne e contemporanee di artisti del Golfo per riflettere sul mare come fonte di vita, rischio e memoria. Miti, rituali e immaginari marittimi dialogano con le sfide ecologiche e le trasformazioni in atto.
La quadriennale comprende inoltre progetti di arte pubblica, collaborazioni internazionali e attivazioni diffuse, coinvolgendo figure come Wael Shawky, Rirkrit Tiravanija e istituzioni quali la Qatar National Library, la Biennale di Sydney e il Padiglione del Qatar alla Biennale di Venezia 2026. Durante l’intero arco della manifestazione verranno inaugurate nuove opere pubbliche, tra cui quelle di Jitish Kallat e Minerva Cuevas.
Rubaiya Qatar si inserisce nella cornice di Evolution Nation, la campagna che celebra cinquant’anni di sviluppo culturale del Qatar e i vent’anni di Qatar Museums. Curata da Qatar Creates, la campagna mette in luce i traguardi raggiunti e le ambizioni future, segnando l’inizio di una nuova fase per le istituzioni culturali del Paese.



