Tatuaggi e Immunità, tra Scienza e Sicurezza

Tatuaggi e Immunità, tra Scienza e Sicurezza

Un confronto autorevole chiarisce evidenze biologiche, norme europee e rischi legati alla pratica non regolamentata.


La recente discussione sui possibili effetti dei tatuaggi sul sistema immunitario, rilanciata da alcune testate e commentata dall’infettivologo Matteo Bassetti, ha riacceso l’attenzione su un tema complesso e spesso semplificato. Per approfondire la questione abbiamo raccolto il punto di vista di Marco Manzo, primo docente nei corsi professionali obbligatori italiani dedicati all’igiene sul lavoro e alla tecnica del tatuaggio, oltre che formatore nei primi percorsi sperimentali europei del settore.

Nel suo intervento social, Bassetti richiama uno studio pubblicato su PNAS da un gruppo di ricercatori svizzeri, che analizza la correlazione tra tatuaggi e risposta immunitaria. “Nessuno dice che non bisogna più tatuarsi, ma è un messaggio importante sugli effetti sull’immunità”, osserva l’infettivologo.

Manzo invita però a contestualizzare: «Il regolamento europeo REACH impone limiti rigidissimi sui pigmenti, nati proprio per tutelare l’utente. I colori ammessi in Europa sono sottoposti a controlli e certificazioni estremamente severi».

Secondo il tatuatore, il fatto che i pigmenti vengano intercettati dai macrofagi e in parte trasportati ai linfonodi non rappresenta una scoperta inattesa: «È un meccanismo noto da anni e spiegato in tutti i corsi professionali. È lo stesso processo biologico che permette al tatuaggio di mantenersi nel tempo. Oggi abbiamo ulteriori conferme scientifiche, ma non si tratta di una novità».

Manzo cita anche uno studio pubblicato sull’American Journal of Human Biology (Lynn C.D. et al., 2020), condotto nelle Samoa Americane, che ha osservato una risposta immunitaria adattativa più marcata nei soggetti con maggiore esperienza di tatuaggi rispetto a chi si sottoponeva al primo. «Gli autori ipotizzano un possibile adattamento del sistema immunitario allo stress controllato del tatuaggio, in modo non dissimile da quanto avviene con l’esercizio fisico», spiega.Tatuaggi e Immunità, tra Scienza e Sicurezza

Questo non implica che il tatuaggio “rafforzi” l’immunità, ma conferma che la relazione tra tatuaggi e risposta immunitaria è oggetto di studio. Altre ricerche stanno valutando eventuali correlazioni con risposte vaccinali o specifiche patologie, ma la comunità scientifica concorda sulla necessità di ulteriori approfondimenti prima di trarre conclusioni definitive.

In Italia il settore del tatuaggio è regolamentato dal 1998, con percorsi formativi obbligatori, protocolli igienico-sanitari, consenso informato e normative regionali specifiche.

«Il vero rischio – sottolinea Manzoè l’abusivismo, non la pratica professionale regolamentata. La sicurezza si trova negli studi autorizzati, dove i controlli sono costanti. Per tatuarsi in modo sicuro bisogna rivolgersi esclusivamente a professionisti qualificati».

Manzo conclude con una nota di apertura: «Siamo felici che la scienza continui a produrre nuove conoscenze. La tutela della salute è un obiettivo condiviso da tutti».