Sguardi che attraversano un secolo di immagini

Sguardi che attraversano un secolo di immagini

Una retrospettiva ad Aosta ripercorre l’evoluzione creativa del maestro, tra realismo, sperimentazione e nuove letture della fotografia italiana del dopoguerra.


Nino Migliori compie cent’anni e Aosta gli dedica una grande retrospettiva che restituisce, con ritmo serrato e profondità critica, la complessità di uno dei protagonisti assoluti della fotografia italiana del Novecento. La dialettica del reale, allestita al Centro Saint-Bénin e curata da Mauro Zanchi, riunisce 160 opere che attraversano l’intero arco della sua ricerca, dalle radici neorealiste alle più audaci sperimentazioni sul linguaggio fotografico.

Organizzata dall’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta, la mostra offre una lettura aggiornata del percorso di Migliori, mettendo in luce come già negli anni Cinquanta il documento fotografico si trasformi in una riflessione sulla materia, sul segno e sulle possibilità espressive dell’immagine. Le serie iconiche di quel decennio raccontano un’Italia sospesa tra povertà e rinascita, tra residui arcaici e modernizzazione incalzante: un Paese colto nella sua tensione più autentica, dove la dignità della miseria convive con l’energia del cambiamento.

Il cuore della retrospettiva è dedicato alla stagione realista, quando Migliori elabora una grammatica visiva capace di superare la mera testimonianza per trasformare il reportage in indagine esistenziale. Il periodo compreso tra il 1950 e il 1959 coincide con l’apice e insieme con la crisi del Neorealismo, segnando l’avvio di una ricerca che si aprirà progressivamente a esiti sperimentali, fino alle opere più recenti che confermano la vitalità di uno sguardo sempre inquieto e in movimento.