“Man’s Best Friend” conferma il talento dell’ennesima ex stellina Disney nel sintetizzare e rimasticare clichè musicali rassicuranti adeguandoli alla narrativa odierna, con un pizzico di ironia e irriverenza.
I nostri anni ’20 hanno trovato la loro Betty Boop. Chi era presente lo scorso marzo al concerto di Sabrina Carpenter a Milano si è fatto un’idea del carrozzone kitch in stile Las Vegas che accompagna le canzoni e l’immaginario di una popstar che va a pescare dagli anni ’80 fino al 2000 con un livello di professionalità altissimo e un importante dispendio di energie per lo spettacolo.
Sabrina non a caso arriva dal mondo televisivo delle “enfant prodige” targato Disney così come la varie Britney Spears, Christina Aguilera, Miley Cyrus e, in tempi più recenti, le varie Olivia Rodrigo e Ariana Grande.
Sabrina Carpenter, dopo anni di gavetta e cinque album non certo memorabili, si è trovata improvvisamente ad essere una star planetaria e portatrice di un mondo fumettoso, colorato, che di certo non cambierà la storia della musica, ma che indubbiamente funziona in tempi non di certo facili come questi.
La svolta per lei è arrivata nel 2023 quando è stata scelta da Taylor Swift come artista d’apertura per il suo multimilionario “Eras tour” dandole anche a disposizione il suo fidatissimo produttore Jack Antonoff, affrontando così un nuovo progetto con firme già al lavoro con Harry Styles, Charli XCX, Justin Bieber, Olivia Rodrigo, Dua Lipa, Katy Perry.
Così è nata quella che lei stessa definisce “una delle esperienze più speciali, oneste, alte e basse, stupide e divertenti della mia vita” confluita nel suo sesto album “Short N’ Sweet”, un distillato di pop sulla carta molto convenzionale e tradizionale, al quale è stata associata una narrativa irriverente, furbi richiami a gossip mai del tutto confermati, qualche innocente provocazione da teenager, unita ad una immagine da minuta pin up della Generazione Z.
Il disco è esploso come fenomeno mondiale, trainato prima dal singolo “Espresso” che ha spopolato per le sue sonorità anni ’80, la magia si è ripetuta con la frizzante “Please please please” (rifatta in una gustosa versione country insieme a Dolly Parton) e con la dolce e funkeggiante “Taste”.
A un anno di distanza, seguendo il motto “battiamo il ferro finchè è caldo”, Sabrina Carpenter esce col suo settimo album “Man’s Best Friend”, altro fumettone pop lanciato da una copertina considerata da qualcuno “provocatoria” in cui si vede lei in ginocchio con un uomo che le tira una ciocca di capelli, il tutto per raccontare storie di ragazzi poco rispettosi, adolescenti paranoiche, situazioni rocambolesche, con più romanticismo nella musica e parole più esplicite.
Colpisce nel segno “Manchild” che unisce synth anni ’80 e influenze country, raccontando di uomini mai cresciuti e ragazze poco lungimiranti.
In “Tears”, accompagnato da un video che omaggia il Rocky Horror con anche Colman Domingo), Sabrina racconta come dev’essere il suo ragazzo ideale, rispettoso ed empatico.
Non mancano momenti più romantici (“Sugar Talking”) o irriverenti (“Go Go Juice”), fino alla felice chiusura con “Goodbye” in stile musical e melodia alla Abba.
Sabrina è una rappresentante del pop plastificato studiato e fatto”a tavolino”, nulla a che vedere, per fare due esempi, con la profondità di Billie Eilish o con l’urgenza di Lola Young, ma riesce a imporre la propria personalità, ha un suo racconto ed è vocalmente riconoscibile.
Il pericolo che già si scorge qui, specchio dei tempi, è l’iper produzione quantitativa e priva di freschezza unita agli incessanti impegni live che già hanno bruciato diversi artisti, in questo senso è stata messa in guardia dalla collega Miley Cyrus che da questa fase già ci è passata.
La “fabbrica del pop” è fatta così, Sabrina ha le potenzialità per crescere e maturare, per dettare lei stessa le proprie regole. Glielo auguriamo di cuore.
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Nato nel 1974, conduttore radiofonico e giornalista pubblicista dal 2012, ha mosso i primi passi a metà anni ’90 con un’esperienza formativa di Servizio Civile e Factotum ad Oasi Radio Bologna. Dal 2000 collabora con Radio Budrio, prima con trasmissioni in diretta, poi con rubriche e podcast. Dal 2013 su Iltitolo.it e TitoloTv tratta l’argomento musicale usando un linguaggio più semplice possibile con l’obiettivo di creare curiosità in chiunque, perché la musica per lui è uno strumento di crescita culturale.



