Quella volta che…

Quella volta di Italia Nigeria che…

«Con quei 2 gol ho fatto scendere tutti dall’aereo per l’Italia».


Quella volta che…A Londra si è giocato Italia-Nigeria, amichevole che è servita al Ct Cesare Prandelli per testare la squadra (in particolare la coppia d’attacco, Mario Balotelli e Giuseppe Rossi) in vista dei mondiali brasiliani di quest’anno, risultato finale 2 a 2 nello stadio londinese.

Italia-Nigeria: non può che tornare alla mente quello che è finora l’unico precedente degno di rilievo tra le 2 nazionali, l’ottavo di finale del mondiale americano 1994. Boston, 5 luglio. E’ l’Italia di Sacchi orfana di capitan Baresi – infortunato – e di Pagliuca – espulso contro la Norvegia -, l’Italia che nell’ultima amichevole pre-mondiale aveva perso 2-1 contro il Pontedera, l’Italia che si qualifica agli ottavi solo grazie al ripescaggio come migliore terza.

Quella stessa Italia sta per ritornare in patria, colpita dal gol di Amunike dopo 26 minuti; il colpo di grazia spetta all’arbitro Brizio Carter: Zola, appena entrato, subisce un fallo da rigore, non fischiato; si rialza di scatto e riconquista la palla, ma l’avversario cade. Siamo alle solite: tutto il mondo vede che è un intervento regolare, l’unica persona cui spetta la decisione estrae il rosso. Piove sul bagnato. Italia sotto di un gol e di un uomo, a pochi minuti dal termine. E’ finita, suona già il De Profundis per una nazionale che prometteva bene ma ha solo deluso, all’aeroporto ci saranno fischi e contestazioni, gli Azzurri lo sanno perfettamente. Il palo di Dino Baggio fa da chiosa a un’avventura breve e sfortunata, tempestata da infortuni. Poi…

Poi un acuto, che interrompe il Requiem e rimette tutto in discussione: Mussi con la forza della disperazione vince un paio di rimpalli e appoggia al finora deludente Roberto Baggio. E’ l’88esimo minuto: il talento di Caldogno estrae dal cilindro un destro chirurgico, un colpo da biliardo che spinge la sfera nell’unico punto in cui era possibile farla passare. 1-1, l’aereo verso Roma non parte più, the Super Eagles invece stanno già tornando in patria ma ancora non lo sanno. Si va ai supplementari.Quella volta che…

102’: Benarrivo, che sulla maglia ha il n.3, lascia la palla a Baggio, il n.10, e scappa via: il Divin Codino senza pensarci lo serve con un geniale pallonetto, ma il terzino del Parma cade a terra e questa volta l’arbitro messicano ci è favorevole: rigore per l’Italia. Sul dischetto va sempre lui, il Divin Codino, i pochi minuti che ci dividono dall’esecuzione sembrano ore. La palla sbatte contro il palo, lascia col fiato sospeso un’intera Nazione per alcuni interminabili istanti, e s’insacca in rete per il 2-1 finale.

In pochi secondi, è tutto cambiato: l’Italia di Sacchi piena di problemi ora vola ai quarti ricca di entusiasmo, un torneo fin lì per lui anonimo diventa il Mondiale di Roberto Baggio. E c’è di più. Succede che 12 anni dopo la Nazionale si ritroverà di nuovo agli ottavi, stavolta in Germania, sempre ingiustamente in 10 uomini – espulso Materazzi -, ancora in difficoltà contro una squadra sulla carta molto inferiore (l’Australia di Guus Hiddink, allenatore di quella Corea che tanto ci aveva umiliato 4 anni prima). In questo giro di corsi e ricorsi storici, accade che la storia si ripete: è il n.10 (Totti) a lanciare in area il n.3 (Grosso), l’arbitro concede il rigore realizzato dallo stesso fantasista che ci conduce ai quarti. L’esito di quell’avventura è storia nota.

«Con quei due gol ho fatto scendere tutti dall’aereo per l’Italia», dirà successivamente Roberto Baggio.
Oggi è solo un’amichevole, certo, ma Italia-Nigeria riporterà sempre alla mente quell’incredibile vittoria nel mondiale Americano 1994 (competizione in cui il calcio cambia: 3 punti per vittoria, rosso diretto per il tackle from behind, divieto di retropassaggio al portiere) e ciò che ne seguì: il rigore di Baggio, le lacrime di Baresi, l’esultanza di Pelé. Quella volta che…

Una delle più forti compagini azzurre di sempre (di lunga superiore a quelle, vittoriose, del 1982 e del 2006) che vedrà sfumare l’oro a 11 metri dal traguardo, per un rigore fallito da chi con un tiro perderà tutto: il titolo mondiale da pallone d’oro in carica – tutt’ora un tabù – , il premio di miglior giocatore del torneo, il secondo pallone d’oro consecutivo.

Foto da in alto a sinistra:
Rossi-Balotelli—>http://www.melty.it
Italia-Nigeria—>http://www.storiedicalcio.altervista.org
Rigore Baggio—>http://www.letteratura.rai.it