Paralisi cerebrale infantile colpisce in fase pre, peri o postnatale

Paralisi cerebrale infantile colpisce in fase pre, peri o postnatale

In Italia ogni anno circa mille nuovi casi di questa patologia dalla quale non si guarisce mai!


Paralisi cerebrale infantile colpisce in fase pre, peri o postnataleLa paralisi cerebrale infantile è causata da un danno irreversibile (ereditario o dovuto a lesione traumatica o a patologie concomitanti) al sistema nervoso centrale. Provoca distonia (contrazione muscolare involontaria e prolungata) e spasticità (alterazione incontrollata del tono muscolare) entrambe condizioni che rendono chi ne soffre bisognoso di cure costanti.

I piccoli pazienti, sempre intelligentissimi e sensibili, sono prigionieri in un corpo che impedisce loro di correre e saltare! Di tutto ciò si è ampiamente parlato nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso l’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi a Milano. Per attenuare i forti dolori si ricorre al Baclofene, un farmaco molto efficace ma la cui assunzione  per via orale non è priva di seri effetti collaterali!

Fortunatamente il Bacoflene può essere somministrato in dosi minori (riducendo in tal modo gli effetti collaterali) grazie alla terapia con infusione. Lo ha spiegato il dottor Francesco Motta, direttore della Struttura Complessa di Ortopedia Pediatrica del Buzzi: “La terapia prevede il posizionamento chirurgico di una piccola protesi biomeccanica computerizzata riempita di farmaco che viene somministrato in dosi programmate attraverso un piccolo catetere nel liquido che circola nel midollo spinale agendo direttamente sul sistema nervoso centrale.

L’erogazione nel sito target rende possibile diminuire la dose di farmaco fino a cento volte rispetto all’assunzione orale e ridurre gli effetti collaterali. L’ obiettivo di questo trattamento è ridurre il dolore, le contratture e gli spasmi muscolari e, di conseguenza, aumentare l’autonomia negli spostamenti, per una migliore qualità della vita del paziente e della sua famiglia”.

Infine un messaggio dell’AFPCI: “Siamo genitori uniti per dare un aiuto a chi si trova oggi ad affrontare le problematiche che abbiamo avuto noi in prima persona e che ancora ci troviamo a dover combattere. S e anche tu hai un figlio con questa malattia unisciti a noi e insieme saremo più forti. Vai sul sito http://www.afpci.it e scopri come far parte della nostra associazione”.