Olivia Rodrigo, la vita è un'altalena

Olivia Rodrigo, la vita è un’altalena

“You seem pretty sad for a girl so in love” racconta l’euforia e la malinconia al suo giovane pubblico, con la “benedizione” di Robert Smith dei Cure.


“Ci sono stati momenti bellissimi in cui mi sentivo come se stessi catturando una farfalla con un retino”, questa immagine semplice e suggestiva spiega quanto Olivia abbia deciso di lavorare al suo terzo album cercando il più possibile di tornare, con le sensazioni, a quando aveva 16 anni, nel periodo in cui la passione per la musica non era accompagnata da obiettivi commerciali e l’unico motore era la passione.

Il sapiente produttore Dan Nigro ha accompagnato Olivia alla realizzazione di un disco musicalmente vario che parla ai suoi coetanei di amori tormentati arricchendo il menù con influenze pop new wave anni ’80, ballate pianistiche e intrecci vocali stratificati.

“Drop Dead” apre l’album con sintetizzatori cupi, melodia tra Abba e Taylor Swift, e un’esplosione orchestrale finale. “The Cure” è il manifesto emotivo del disco, un brano sporco dall’anima intima, pianistica con un finale sospeso, un momento cinematografico che si lega in qualche modo alla sua celeberrima “Drivers license”.

Nel titolo del brano, uscito prima dell’album, c’era un indizio più che evidente poi confermatosi al Festival Primavera Sound 2026 di Barcellona, quando la cantautrice ha fatto salire sul palco la leggenda della musica dark mondiale Robert Smith e insieme hanno cantato in anteprima “What’s Wrong With Me”, una bella ninna nanna dark scritta a quattro mani.

Per capire il significato di “You seem pretty sad for a girl so in love” bisogna guardare la copertina, che ritrae Olivia a testa in giù in abito rosa su un’altalena, un richiamo esplicito al dipinto di Jean-Honoré Fragonard.

Lo scatto di Chad Moore rappresenta il passaggio dall’adolescenza rabbiosa alla complessità dei vent’anni, all’altalena emotiva che porta dall’euforia alla più cupa malinconia, esattamente come capita nel disco quando al’inizio “Stupid song” e “Honeybee” ci fanno volare sulle ali dell’entusiasmo amoroso, al contrario nel finale “Less” e “Cigarette Smoke” ci portano nel territorio delle rotture e dell’insicurezza.

“My way” ci riporta una Olivia cinica e arrabbiata ma musicalmente più equilibrata, “Purple” e “Begged” analizzano come l’amore possa far emergere le proprie insicurezze profonde, dimostrandoci come qui i sentimenti siano visti da entrambi i lati, usando un linguaggio diretto e semplice.

Olivia Rodrigo non ha cambiato pubblico, ha semplicemente applicato una nuova saggezza ed esperienza alle stesse identiche dinamiche vissute dai suoi coetanei, perchè se prima la reazione al dolore era la rabbia urlata, ora l’introspezione comincia a farsi spazio. Crescere significa anche questo.

Crediti fotografici: Chad Moore

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