Oasi CRI, la rete che protegge dal caldo estremo

Oasi CRI, la rete che protegge dal caldo estremo

Centri di raffrescamento inclusivi e sostenibili offrono sostegno concreto alle comunità più esposte alle temperature elevate.


Le ondate di calore non sono più eventi eccezionali: sono una realtà che incide sulla salute pubblica, amplifica le disuguaglianze e mette in difficoltà chi non dispone di strumenti adeguati per difendersi dalle temperature estreme. In questo scenario nasce Oasi, il progetto della Croce Rossa Italiana pensato per offrire rifugi climatici sicuri e accessibili alle comunità più vulnerabili, trasformando le sedi territoriali in spazi climatizzati, inclusivi e sostenibili.

A un anno dalla sperimentazione avviata a Opera, grazie al sostegno di Fondazione Banco dell’energia ed Edison, Oasi diventa un modello nazionale. La seconda fase del programma vede la conferma di Edison e l’ingresso di Plenitude, ampliando la rete dei centri di raffrescamento in cinque nuovi Comitati CRI: Ardea, Rosignano Solvay, Borgosesia, Caltanissetta e Napoli. Le prime aperture sono previste a fine luglio, con l’obiettivo di raggiungere oltre 5.000 beneficiari ogni anno.

Il contesto è critico: nel 2025 si sono registrate 17 ondate di calore e oltre 4.500 decessi attribuiti alle alte temperature*. Il 2026 ha già segnato nuovi record, con effetti particolarmente pesanti per anziani soli, famiglie in povertà energetica, lavoratori esposti e residenti in aree urbane svantaggiate. Per queste persone, l’assenza di sistemi di raffrescamento non è solo un disagio, ma un rischio concreto.

Il progetto Oasi risponde a questa emergenza con un approccio strutturale: spazi climatizzati, accoglienza, beni di conforto, servizi socio-sanitari e informazioni utili. Il modello ha dimostrato la sua efficacia già nel 2025, quando il Comitato CRI di Area Sud Milanese ha accolto oltre 500 persone nel primo centro pilota. La sua utilità è stata confermata anche durante il blackout che ha colpito Opera a fine giugno: la sede CRI è rimasta aperta 24 ore su 24, diventando un rifugio sicuro per decine di cittadini rimasti senza energia elettrica.

«Oasi rappresenta l’attenzione della Croce Rossa verso le nuove vulnerabilità», ha dichiarato Rosario Valastro, Presidente CRI. «Essere vicini alle comunità significa intervenire sui bisogni emergenti e proteggere chi è più fragile».

Per Roberto Tasca, Presidente di Fondazione Banco dell’energia, il progetto intercetta una nuova forma di povertà energetica: «Le ondate di calore non sono solo una sfida ambientale, ma un fenomeno che colpisce chi non può raffrescare la propria casa. I centri di raffrescamento sono un modello replicabile e inclusivo».

Nicola Monti, AD di Edison, sottolinea l’impegno dell’azienda nel contrastare gli effetti del cambiamento climatico: «Offriamo un supporto immediato e tangibile per migliorare la qualità della vita delle persone più vulnerabili».

Infine, Stefano Goberti, AD di Plenitude, evidenzia la dimensione energetica del progetto: «Abbiamo contribuito alla realizzazione di nuovi centri in Sicilia, Toscana e Piemonte, unendo attenzione alle persone, efficienza energetica e fonti rinnovabili».

Le nuove sedi CRI sono state infatti oggetto di interventi di efficientamento energetico e dotate di sistemi fotovoltaici, con l’obiettivo di ridurre i consumi e garantire comfort termico. Oasi si conferma così un modello di welfare climatico innovativo, replicabile e capace di rispondere a una delle emergenze più pressanti del nostro tempo.

*Ondate di calore rilevate e indicate dall’indice E3CI (European Extreme Events Climate Index). Stime sui decessi in Italia elaborate da Istituti di ricerca internazionali come il Grantham Institute dell’Imperial College di Londra.