Lombardi richiama l’urgenza di strumenti avanzati e analisi predittive per fronteggiare eventi estremi.
Monitorare per prevedere, prevedere per prevenire. È la direttrice indicata da Marco Lombardi, Ceo di Proger, intervenuto alla settima Soft Power Conference presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari a Roma. L’obiettivo è chiaro: utilizzare algoritmi di intelligenza artificiale per anticipare e mitigare disastri come la recente frana di Niscemi, in Sicilia.
«Le certezze che ci hanno guidato per decenni non esistono più», ha affermato Lombardi, ricordando come infrastrutture e territori progettati secondo parametri ormai superati non siano più in equilibrio con le nuove sollecitazioni ambientali. Il contesto attuale, definito come un “mondo nuovo” dominato da instabilità e trasformazione continua, impone un cambio di paradigma: una nuova ingegneria capace di integrare l’AI per ristabilire armonia tra opere umane e ambiente.
Lombardi ha sottolineato un dato emblematico: negli ultimi dieci anni si sono registrati in media cento eventi estremi all’anno. «Eppure continuiamo a considerarli eccezionali», ha osservato, citando i recenti disastri in Sicilia e, prima ancora, in Emilia-Romagna. «Non ci chiediamo cosa stiamo sbagliando».
La risposta, secondo il Ceo di Proger, non è la rassegnazione, ma l’adattamento: ripensare infrastrutture e sistemi affinché siano coerenti con le nuove dinamiche climatiche. «L’ingegneria deve avvalersi dell’AI, la più grande innovazione tecnologica della storia», ha ribadito.
Un’innovazione potente, ma non priva di rischi. «Il tema non è se usare l’AI, ma come usarla», ha avvertito Lombardi, definendola provocatoriamente «l’essere più stupido, veloce, sapiente e gentile mai esistito». Conoscere e governare questi strumenti è essenziale per evitare che siano loro a governare noi. «Il vero pericolo è la perdita dello spirito critico», ha concluso.



