No ultras, no partita

Il calcio italiano di fronte all’ennesima vergogna.


No ultras, no partitaNulla di nuovo sotto il sole: il calcio italiano si ferma davanti alle minacce degli ultras, all’impotenza degli addetti ai lavori, alle critiche sterili dei benpensanti il giorno successivo.
Cosa è successo? Il calendario della Lega Pro mette di fronte Salernitana e  Nocerina, derby molto sentito dai tifosi. E dall’ordine pubblico. Per tutta la settimana Nocera Inferiore è tappezzata di cartelli e striscioni per invogliare la gente a seguire la squadra anche in trasferta – limitata, si sa, ai possessori della Tessera del Tifoso -, e fin qui nulla di strano. Succede però che il Prefetto di Salerno limita l’accesso allo stadio ai soli residenti di Salerno e zone limitrofe: in altre parole, trasferta vietata per i tifosi molossi.

La reazione non si fa attendere: comunicato di protesta e colloquio con la squadra, in cui pare che mister e calciatori vengano (più o meno gentilmente) invitati ad impedire lo svolgimento della gara. Detto fatto. Nel giro dei primi 20 minuti di gioco succede di tutto: 3 sostituzioni lampo degli ospiti, 5 infortuni, la Nocerina non ha più cambi a disposizione e in 5 contro 6 non si può giocare, l’arbitro decreta la fine dell’incontro con vittoria a tavolino (3-0) per la Salernitana. I dirigenti della squadra si dimettono immediatamente, mentre il ds Pavarese ci informa che gli infortuni sono dovuti all’ingresso in campo senza previo riscaldamento – la gara era iniziata con 40 minuti di ritardo.

Non sono evidentemente dello stesso parere gli ultras, che in un comunicato del giorno seguente chiariscono l’accaduto: «[…] abbiamo semplicemente chiesto al nostro mister e ai nostri ragazzi dopo una serie di pacifici incontri che con un gesto eclatante, che facesse parlare l’Italia e che scuotesse il sistema, si desse voce all’ingiustizia subita […]». Mettetevi d’accordo, verrebbe da dire.

Ora, inutile accanirsi – attività in cui è fin troppo facile esibirsi – contro Nocera Inferiore, la Nocerina e i suoi tifosi. Inutile perché non è il primo episodio simile, e non sarà neppure l’ultimo. Meno di 2 anni or sono, a Genova, i tifosi rossoblu scontenti per lo 0-4 con cui il Siena stava umiliando il Grifone, stabilirono che i giocatori non erano degni di indossare la maglia ed interruppero  –a suon di fumogeni – la gara finché gli 11 in campo non avessero restituito la gloriosa casacca ai suoi presunti legittimi proprietari. Non fa una piega. No ultras, no partita

Ciò che è successo ieri si verifica quotidianamente in località più piccole e semisconosciute, la cui squadra locale milita al massimo in Eccellenza o Promozione. Semplicemente, non fa notizia. Viene da sé che ciò che è accaduto a Salerno è solo la punta di un iceberg che nasconde la propria base negli abissi dell’oceano. Lì si trova l’incapacità di una Nazione di gestire l’ordine pubblico in generale, l’incapacità di una Lega di controllare la sicurezza negli stadi in particolare.

Perché la Tessera del Tifoso non è la soluzione, bensì il modo più rapido ed indolore con cui si risolvono i problemi nel Bel Paese: aggirandoli. Troppa violenza negli stadi? Svuotiamoli, e il problema non c’è più. Tipica soluzione made in Italy! Anche nel caso specifico accaduto ieri, in effetti, i responsabili dell’ordine pubblico non sono esenti da colpe: se è legittimo vietare una trasferta in vista di una partita ad alto rischio, non altrettanto legittimo è garantire per giorni che la partita sarà aperta a tutti salvo ritrattare nelle ultime ore.

Di ciò che è avvenuto a Salerno cosa resta? L’ennesima figuraccia che il calcio italiano fa di fronte al mondo intero: un calcio, una Nazione che si dimostra ancora una volta incapace di risolvere il problema, e contemporaneamente schiavo ed ostaggio della prepotenza e violenza di alcune frange delle varie tifoserie. Che sia Nocera Inferiore o Genova, poco importa. Il tutto proprio mentre poco più a nord, nell’avversa Germania, il Borussia Dortmund punisce alcuni gruppi organizzati – rei di aver ritardato il derby con lo Shalke04 mediante lancio di fumogeni – con la revoca dell’abbonamento a tempo indeterminato. Siamo lontani anni luce, e non c’è bisogno del Ranking Uefa per confessarlo. Quello che era il calcio più bello del mondo non c’è più, non soltanto per l’esodo di tutti i nostri migliori calciatori verso altri lidi. Più sicuri.

Nelle foto da in alto a sinistra: Infortunio Salernitana e  Nocerina: http://www.lapresse.it Sculli: http://www.fanpage.it