Un percorso cittadino tra pensiero, arti e spiritualità per indagare l’invisibile che attraversa l’esistenza.
Dal 18 al 22 marzo 2026 Milano accoglie la terza edizione di SOUL – Festival di Spiritualità, un appuntamento ormai riconosciuto nel panorama culturale cittadino. Il tema scelto, “Mistero, il canto del mondo”, guida un programma diffuso che attraversa luoghi simbolici e spazi inattesi, invitando a sostare davanti a ciò che sfugge al controllo in un’epoca dominata da iperconsumo, immersione digitale e fiducia illimitata nella tecnica.
Promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Arcidiocesi di Milano, con il patrocinio del Comune, il festival propone 70 eventi e circa 100 protagonisti tra scrittori, filosofi, teologi, artisti, giornalisti e scienziati. Lecture, dialoghi, reading, spettacoli, performance e laboratori compongono un palinsesto che intreccia letteratura, scienza, psicoanalisi, filosofia, teologia, musica, poesia e danza.
A ispirare l’edizione 2026 sono i versi di Rainer Maria Rilke – «Io temo tanto la parola degli uomini… mentre a me piace sentire le cose cantare» – che diventano chiave d’accesso a un percorso dedicato alla dimensione invisibile e indisponibile del reale. Il festival esplora ciò che non si lascia misurare: la vita e la morte, l’altro, la natura, il silenzio, la trascendenza.
Il comitato curatoriale – mons. Luca Bressan, Armando Buonaiuto, Valeria Cantoni Mamiani e Aurelio Mottola – firma un programma che alterna appuntamenti identitari e nuove produzioni. Tornano le cene monastiche al Refettorio Ambrosiano con don Paolo Alliata e Cristina Arcidiacono, e la meditazione all’alba sulle Terrazze del Duomo guidata dall’arcivescovo Mario Delpini, accompagnata dalle letture di Lino Guanciale in collaborazione con il Piccolo Teatro.
Tra le novità spiccano l’incontro nel Duomo con il cardinale Jean‑Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, insieme all’Orchestra del Mare; un progetto con Fondazione Amplifon che trasforma le memorie degli ospiti di RSA italiane in un’esperienza teatrale al buio introdotta da Vittorio Lingiardi; e un evento notturno nella chiesa di Santa Maria presso San Satiro, ispirato all’illusione prospettica del Bramante.
Il programma rende omaggio ai “Maestri dell’oltre” – Rilke, Emily Dickinson, Dino Campana, Wisława Szymborska – e ai “Maestri di mistero” come Meister Eckhart e Carl Gustav Jung. In calendario anche proiezioni all’Anteo Palazzo del Cinema, il concerto del trio L’Antidote all’Auditorium San Fedele e una collaborazione speciale con il Piccolo Teatro, che intreccia la propria stagione con quella del festival.
L’apertura, mercoledì 18 marzo alle 18 nell’Aula Magna dell’Università Cattolica, è affidata allo scrittore Javier Cercas con l’incontro “Senza alcun dubbio”. A partire dal suo libro Il folle di Dio alla fine del mondo, dialogherà con Aurelio Mottola sul potere della letteratura di avvicinare l’enigma dell’esistenza. In serata, nella chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa illuminata dall’installazione di Dan Flavin, spazio al canto gregoriano con l’Ensemble Audi Filia della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.
La chiusura, domenica 22 marzo alle 21.30 al Piccolo Teatro Strehler, è affidata a “Un niente più grande”, rito sonoro di Mariangela Gualtieri con la guida di Cesare Ronconi (Teatro Valdoca), concepito come attraversamento poetico dell’ordinario.
Nel cuore del festival prende forma un itinerario multidisciplinare che affronta le domande radicali dell’esperienza umana: bene e male, giustizia e colpa, il confronto tra cristianesimo, ebraismo e buddhismo sul tema della morte; la malattia e la cura; il silenzio; la relazione con la natura, anche attraverso la figura di san Francesco; il vino come simbolo sacro; l’imprevedibilità del futuro; il dialogo tra visibile e invisibile. Ampio spazio è dedicato a scienza e medicina, al transumanesimo e all’intelligenza artificiale, in relazione alle grandi questioni spirituali e filosofiche.
Confermato anche SOUL Young, ospitato all’ADI Design Museum: una rassegna ideata da under 30 che esplora l’immaginazione come forza trasformativa attraverso design, arti performative, cinema e musica, dando voce a chi è chiamato a ripensare il domani.
Il festival coinvolge alcune delle principali istituzioni culturali milanesi – Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Triennale Milano, Teatro alla Scala, Pinacoteca di Brera – consolidando una rete che unisce realtà laiche e religiose in un progetto condiviso.
«Il silenzio, la musica, la poesia, il mistero: sono le pratiche di cui la città ha bisogno per non smarrirsi», osserva l’arcivescovo Delpini. Per l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, l’iniziativa rappresenta «uno spazio aperto e plurale, in cui la cultura diventa ponte tra sensibilità diverse». Elena Beccalli, rettore dell’Università Cattolica, parla di «inquietudine creativa» e di un invito all’umiltà intellettuale.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero con registrazione online obbligatoria (prenotazioni dal 1° marzo 2026). Il programma completo è disponibile su www.soulfestival.it.



