“Disincanto” è il ritorno crudo, imperfetto e sincero di un’artista che non ha nessuna intenzione di “normalizzarsi”.
“Perché ci sono voluti tre anni? Perché ho mollato tutto sul più bello? Non ho le risposte. Ho solo tante, tantissime domande. E un disco.”. “Disincanto” comincia così, con un annuncio social che ne riassume la filosofia. L’omonimo singolo, con una produzione ispirata agli anni ’80, ci fa entrare in un mondo di nuove consapevolezze, amare ma necessarie, che si rivelano nell’intero disco, attraverso una cruda autonalisi e più di un sassolino tolto dalle scarpe.
“Madame non è solo intrattenimento” è la frase portante di “Come stai?” dove il music business viene spietatamente messo a nudo in una “avvelenata” che ci ricorda cosa dovrebbe (anche) essere l’arte, cioè una forma di sollievo, salvezza, strumento di crescita per chi la fa e la ascolta, non solo distrazione di massa.
Il tema ritorna in “Mai più” dove l’artista parla fuori dai denti di un suo importante ex manager e di un famoso sito italiano (in realtà nato da una pagina instagram) che si faceva pagare le recensioni, il tutto accompagnato dalla frase manifesto “grazie a Dio non sarò mai qualcun altro”.
“Volevo capire chi mi amasse davvero, volevo sapere quanto contano i soldi.. se valessi qualcosa.. io davvero chi fossi”: Madame parla chiaro nel brano insieme a Marracash, mentre in “Bestia” affronta il demone che ha dentro, che la fa soffrire ma che diventa anche fonte di ispirazione artistica, una fiamma che scalda ma che può bruciare.
Tutto il disco racconta quei momenti in cui la nostra vita immaginata finisce per andare in frizione con la realtà, con parecchi riferimenti a un complicato periodo passato a scrivere cose incomprensibili, in particolare “Ok” racconta il momento più difficile culminato con un ricovero.
C’è anche il disincanto dell’amore dovuto, perchè nessuno è obbligato ad amarti quando sei un adulto, in questo senso si muovono i brani R & B “Invidiosa” e “No pressure”, riflessivi quanto basta, così come la ballata “Non mi tradire”.
“Rosso come il fango” parla della cosiddetta sindrome dell’impostore, che colpisce soprattutto quelli che, come lei, hanno fatto rapidamente soldi con la musica dopo essere cresciuti in un umile ambiente di provincia, dove spesso tanti che lo meriterebbero non riescono a dare una svolta alla propria vita.
La sboccata e discutibile “Puttana Svizzera”, con Nerissima Serpe, Papa V e 6occia, è un becero fuori programma che ci ricorda quanto Madame sia sempre una ragazza di 23 anni libera di “fare schifo” quando vuole ma anche di farsi perdonare, vedi le motivazionali “Allucinazioni”, “La persona peggiore del mondo” e la conclusione con “Grazie” dove prende le distanze anche dal facile vittimismo perchè “paragonata al mondo la mia vita è straordinaria”.
In “Disincanto” l’artista rinnega la svolta cantautorale del precedente “L’amore”, se ne frega anche di essere un Premio Tenco e cerca la sua autenticità, anche a costo di semplificarsi un po’ troppo nelle basi e nelle soluzioni musicali, preoccupandosi di fare arrivare, nel modo più semplice possibile, il suo urgente racconto.
In un periodo storico di canzoncine leggere e artisti “normalizzati”, Madame è tornata per rovinarci la festa, rinunciando alla patina pop, all’autogiustificazione del dolore e rivendicando l’importanza delle domande che dobbiamo farci anche se non troviamo le risposte. Ben tornata Madame.
Crediti foto: Andrea Bianchera
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Nato nel 1974, conduttore radiofonico e giornalista pubblicista dal 2012, ha mosso i primi passi a metà anni ’90 con un’esperienza formativa di Servizio Civile e Factotum ad Oasi Radio Bologna. Dal 2000 collabora con Radio Budrio, prima con trasmissioni in diretta, poi con rubriche e podcast. Dal 2013 su Iltitolo.it e TitoloTv tratta l’argomento musicale usando un linguaggio più semplice possibile con l’obiettivo di creare curiosità in chiunque, perché la musica per lui è uno strumento di crescita culturale.



