L’ultimo viaggio dei Queen rivive nelle immagini di Svensson

L’ultimo viaggio dei Queen rivive nelle immagini di Svensson

Una grande mostra a Bologna racconta la stagione finale della band attraverso fotografie e memorabilia esclusivi.


Per la prima volta in Italia, Bologna e il Museo della Musica ospitano QUEEN The Last Tour, la mostra che riporta alla luce le fotografie di Torleif Svensson dedicate al Magic Tour del 1986, l’ultima tournée con la formazione storica: Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Un anniversario speciale, che coincide con i quarant’anni di quel capitolo decisivo nella storia della band.

Il percorso espositivo affianca alle immagini una selezione di oggetti originali appartenuti ai Queen, alcuni dei quali mai mostrati prima. Un’occasione rara per avvicinarsi all’ultima grande stagione live del gruppo, attraverso materiali che restituiscono la loro energia creativa e la potenza scenica di quegli anni.

Dal 10 luglio all’11 ottobre 2026, il Museo internazionale e biblioteca della musica accoglie trentasette stampe di medio e grande formato che immortalano le esibizioni del tour, iniziato dopo il trionfo del Live Aid del 1985. Il viaggio si conclude idealmente nel celebre concerto del 9 agosto 1986 a Knebworth Park, davanti a 120.000 spettatori, quando i Queen arrivarono in elicottero decorato con la grafica di A Kind of Magic.

Grazie all’accesso diretto al palco e al backstage, Svensson catturò momenti di straordinaria intensità: Mercury appare nel pieno della sua forza artistica, carismatico e profondamente umano. Non semplici fotografie di scena, ma frammenti di storia della musica capaci di restituire l’atmosfera di un’epoca e l’impatto culturale di una delle band più iconiche di sempre.

Le immagini, rimaste per decenni nell’archivio personale del fotografo, sono state esposte per la prima volta tra il 2019 e il 2021, in concomitanza con il libro Queen – The Last Tour. La mostra bolognese assume così il valore di una “capsula del tempo”, capace di riportare il visitatore negli anni Ottanta e nell’emozione dell’ultimo tour.

Il percorso dialoga con la collezione permanente del museo, proponendo un’indagine sull’iconografia musicale e sul modo in cui la società costruisce e tramanda la memoria dei suoi protagonisti. Fotografie e memorabilia – strumenti, abiti, accessori – vengono accostati a testimonianze storiche del museo, evidenziando il valore simbolico di queste “reliquie laiche”.

Tra gli oggetti esposti spiccano la passione di Mercury per l’arte e l’antiquariato, la sixpence usata da Brian May come plettro, il piatto della batteria di Roger Taylor e la replica ufficiale della Red Special. Alcuni elementi riportano alle sessioni di One Vision al Musicland Studios di Monaco, come la canotta arancione Rapax C.B. n. 4 e la maglietta Machline, testimonianze discrete ma preziose del clima creativo di quei giorni.

Un contributo speciale arriva dal cantautore bolognese Cesare Cremonini, che mette a disposizione due pezzi iconici della sua collezione: la camicia indossata da Mercury nell’arrivo in elicottero a Knebworth Park e la celebre canotta gialla “Champion”.

La mostra include visite guidate con il curatore Pascal Casadei van Raamsdonk e con Bernardo Lo Sterzo, e si inserisce nel programma di Bologna Estate 2026, celebrando anche il ventennale del riconoscimento UNESCO come Città Creativa della Musica.