Un percorso artistico che intreccia memoria, materia e identità, riportando il classicismo al presente.
Dal 7 al 15 marzo 2026, Palazzo Tubertini di Bologna ha ospitato la nuova mostra dedicata a Dimitris Bakopanos, artista greco da anni attivo in Italia e figura di riferimento nel panorama contemporaneo europeo. La sua ricerca, intensa e stratificata, affonda le radici nella cultura della Grecia antica, trasformandola in un linguaggio visivo capace di unire rigore formale ed emozione.
Fin dall’adolescenza, Bakopanos è attratto dalla forza simbolica delle statue classiche e dai miti che le animano. Trasferitosi in Italia a 19 anni per proseguire gli studi, non ha mai reciso il legame con la propria terra: un filo che attraversa tutta la sua produzione e che si rinnova nella scelta di rappresentare frammenti di volti, corpi e architetture sospesi su sfondi indefiniti, dove convivono dolcezza e tensione, nostalgia e vitalità.
La sua arte assume una dimensione anche politica quando l’artista aderisce al Movimento per il Ritorno delle Statue Greche, impegnandosi a restituire idealmente alle opere disperse nei musei del mondo il loro contesto originario. Le tele, spesso monumentali, sono costruite attraverso una sovrapposizione di oltre quaranta strati di colore, che conferiscono profondità e un effetto materico quasi scultoreo.
Elemento distintivo del suo processo creativo è l’inserimento di tessuti appartenuti alla sua famiglia d’origine, preparati con gesso acrilico e polvere di marmo. Un gesto intimo che trasforma ogni quadro in un archivio personale di memorie, radici e affetti. Tra le opere più emblematiche spicca Pepromenon (Destino), dove un tempio greco e un cipresso emergono da un mare metafisico, evocando il richiamo costante della patria.
Il suo stile, che fonde classicità e contemporaneità, trova equilibrio nella rappresentazione di profili scolpiti e nella scelta di materiali vissuti. Tra i soggetti più significativi, Bakopanos cita Eas (Eace), figura mitologica che incarna insieme forza e fragilità, diventando una sorta di alter ego simbolico nel suo percorso artistico.
Le sue esposizioni, da Cortina a Milano, Bologna e Lugano, hanno attirato un pubblico internazionale sensibile alla potenza evocativa delle sue tele. L’artista continua a lavorare con costanza, anche lontano dai riflettori, preparando nuovi progetti: una grande mostra ai Magazzini del Sale di Cervia con quaranta opere di grandi dimensioni e una futura esposizione al MAS di Bologna.
La Sicilia, con il suo profondo legame storico con la Grecia, rappresenta per lui una tappa ancora mancata ma fortemente desiderata. Invitato a Palermo e Siracusa, Bakopanos spera di portare presto la sua arte anche lì, completando idealmente un viaggio che unisce passato e presente, origine e destino.
Con le sue tele, Dimitris Bakopanos non si limita a dipingere statue: restituisce loro voce, contesto e anima, invitando lo spettatore a interrogarsi sul valore della memoria e sull’identità che ci definisce.



