L’astrazione di Ute Müller

Un viaggio nell’arte della giovane artista austriaca in sospeso tra reale, irreale, spazio e spettatore.


L'astrazione di Ute MüllerArtista-spettatore. Questo è il binomio alla base dell’espressione artistica. L’artista crea un’opera, di materia, suoni, sentimenti, sensoriale e la trasmette allo spettatore. Su questo concetto di fonda l’arte di Ute Müller. Ogni elemento creato a concorre la sua arte, dalla tela all’allestimento, è pensato e studiato per fornire le coordinate visive e concettuali di interpretazione a chi osserva.

Nella mostra allestita presso la Galleria Collicaligreggi di Catania nel 2012 l’artista austriaca classe 1978 ha proposto le sue astrazioni in pittura e scultura in un percorso visivo spazioso, ordinato, pulito senza eccessi visivi, affinché fosse evidente la relazione tra spazio pittorico e lo spazio umano che si instaura attraverso la visione.

In mezzo alla sala erano predisposte le sculture, una dopo l’altra, di piccole dimensioni con alcuni segni sulla loro L'astrazione di Ute Müllersuperficie, sempre diversi, sistemate in un percorso verso la tela. Questa aveva la funzione di raccogliere le grafie delle sculture in un turbine monocromo al cui interno si scorgeva una forma astratta.

Così facendo la Müller ha utilizzato lo spazio espositivo come spazio di scena, di rappresentazione dell’asse pieno-vuoto per spiegare allo spettatore come la concretezza di una realtà fisica possa condurre all’astrazione, all’illusione, all’irreale.

Lo stesso discorso è utilizzabile per spiegare la mostra Chat Jet allestita presso la Künstlerhaus Halle fur künst & Medien di Graz nel 2013. Qui le singole tele sono disposte sulle pareti, allestite in un processo di acquisizione dei segni raffigurati, in modo tale da permettere allo spettatore di comprendere il binomio tra illusione e realtà, su cui si fonda l’arte dell’artista austriaca.
 
Ogni mostra della Müller è quindi una ricerca sensoriale per chi osserva, una personale indagine delle forme sulla tela. Forme che nelle ultime produzioni, datate 2012-2013, sono figure flebili sulla tela e che invece nelle realizzazioni pittoriche a partire dal 2008 erano incentrate su forme geometriche complesse e intricate raffigurate su tele materiche, di cromie scura, dipinte con tempera e uova.

L'astrazione di Ute MüllerCome si può osservare nella mostra alla Neue Galerie di Graz del 2010 o a quella al Magazine di Vienna dello stesso anno, in questa prima produzione la tela aveva la funzione di riassumere tutto il visibile che si condensava in una materia spessa e robusta, quasi come un monolite nero utile a indicare allo spettatore la strada da proseguire.

La decostruzione dell’oggetto pittorico si è evoluto, quindi, dal geometrismo severo e pesante, della prima produzione in una leggerezza e sensibilità dell’ultima, per rimarcare il passaggio di studio della Müller dalla realtà all’illusione.L'astrazione di Ute Müller

Questo è il punto di svolta dell’evoluzione dell’artista. Passare dal concreto all’illusorio, elevando la pittura a elemento di rappresentazione dello stato d’essere dell’uomo di oggi. Una nuova ricerca estetica, quindi, che porta chi osserva a interpretare meglio il suo presente, il suo spazio e il suo essere.

Ute Müller crea un processo di nuova riacquisizione e interpretazione personale del presente di ogni uomo.

Per le immagini si ringrazia la Galleria Collicaligreggi di Catania

Foto da in alto a sinistra:
1. Veduta dell’allestimento presso la Galleria Collicaligreggi di Catania
2. Veduta dell’allestimento presso la Galleria Collicaligreggi di Catania
3. Untitled, 2010, 300 x 180 cm, egg tempera on canvas
4. Exhibition View, Galerie Dana Charkasi, egg tempera on canvas, 2009