Il contratto di matrimonio tra Carlo Emanuele I di Savoia e Caterina d’Austria. Lunedì 25 novembre ore 18 al Centro Studi Piemontesi, in via Ottavio Revel 15. Parla del documento conservato all’Archivio di Stato di Torino Elisa Mongiano, dell’Università di Torino.
Le nozze tra il duca Carlo Emanuele I di Savoia e l’Infanta Caterina d’Austria, figlia secondogenita di Filippo II di Spagna, celebrate, con grande sfarzo, a Saragozza l’11 marzo 1585, furono precedute, secondo l’uso del tempo, dalla conclusione di accordi destinati a regolare i rapporti patrimoniali fra i futuri sposi.
In particolare con il contratto stipulato a Chambéry nell’agosto 1584 tra Filippo II, rappresentato per l’occasione dal consigliere regio Paolo Sfondrati, barone di Valsassine e conte della Riviera, e Carlo Emanuele I, personalmente presente, venne fissata la dote della sposa e furono stabiliti gli obblighi del marito al fine di assicurare alla regale consorte, durante il matrimonio e in caso di vedovanza, un tenore di vita degno del suo rango.
Il contratto nuziale, attualmente conservato presso l’Archivio di Stato di Torino insieme ad altri documenti relativi al matrimonio, offre lo spunto per accennare brevemente alla storia della dote in quanto istituto giuridico che per molti secoli, dal mondo romano sino ai primi decenni del secolo scorso, ha contraddistinto soprattutto in area italiana il regime patrimoniale fra i coniugi.
La documentazione relativa all’assegnazione dotale dell’Infanta consente inoltre di ricostruire in dettaglio la storia di una dote, quella appunto di Caterina d’Austria, che, stando al tenore del contratto nuziale, era certamente cospicua, ma che in effetti non fu mai interamente corrisposta, dando quindi avvio ad un lungo contenzioso destinato a concludersi solo nel 1703, con la rinuncia da parte di Vittorio Amedeo II ad avanzare ulteriori rivendicazioni in merito al pagamento.
I “Colloqui del Lunedì” si tengono nella sede del Centro Studi Piemontesi, in via Ottavio Revel 15, a Torino. L’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti in sala.
Per informazioni: tel. 011/537486 info@studipiemontesi.it



