La dieta che guida gli atleti verso Milano Cortina

La dieta che guida gli atleti verso Milano Cortina

Un viaggio tra scienza, tradizione e scelte nutrizionali strategiche che accompagnano gli sportivi verso i Giochi.


Manca meno di un mese alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e l’attenzione si concentra sulla preparazione degli atleti. Accanto agli allenamenti, l’alimentazione diventa un tassello decisivo nelle ultime settimane prima della competizione.

Negli ultimi anni il tema delle proteine ha assunto un ruolo centrale nella dieta sportiva: secondo i dati GS1 Italy – Osservatorio Immagino, nel 2024 circa il 4% dei 3.300 prodotti analizzati riportava claim proteici, per un giro d’affari di 1,9 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto al 2023. Un trend che riflette una maggiore consapevolezza sull’importanza di un apporto proteico equilibrato e di qualità.

In questo scenario si inserisce la Bresaola della Valtellina IGP, considerata una delle fonti proteiche magre più apprezzate da sportivi e consumatori. Un’indagine AstraRicerche 2025 per il Consorzio di Tutela rivela che il 38,5% degli intervistati la ritiene ideale per chi pratica attività fisica, soprattutto per la sua leggerezza. Un dato che conferma una precedente ricerca Doxa/Consorzio, che l’aveva già collocata tra i cinque alimenti più presenti nella dieta degli atleti.

Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, con una lunga esperienza al fianco di atleti olimpici, spiega come cambia il piatto di uno sportivo a ridosso della competizione. «Nel giorno della gara la priorità è la digeribilità: l’atleta non deve avvertire alcun disturbo. Nelle ore immediatamente precedenti si preferiscono alimenti ricchi di carboidrati e poveri di grassi e proteine. Fino a tre ore prima, però, è possibile inserire anche proteine magre».

È proprio in questa fase che la Bresaola della Valtellina IGP risulta particolarmente indicata. La stagionatura rende le proteine parzialmente “predigerite”, migliorandone l’assimilazione. Con circa il 33% di proteine, pochi grassi e un buon contenuto di amminoacidi ramificati – tra cui la leucina, essenziale per la sintesi muscolare – rappresenta un’opzione efficace sia nel pre-gara sia nel recupero post-allenamento, spesso abbinata a carboidrati semplici.

«Dopo lo sforzo – aggiunge Giampietroè fondamentale associare proteine e carboidrati in rapporto 1:3 o 1:4. Ho inserito spesso la Bresaola della Valtellina IGP nei piani alimentari degli atleti olimpici: in un piatto di pasta, riso o in un panino offre un equilibrio ideale. Due porzioni settimanali da 40-50 grammi, che possono diventare tre per chi ha fabbisogni più elevati, si integrano perfettamente in una dieta varia e completa».

Giampietro evidenzia alcune convinzioni errate ancora diffuse tra gli sportivi:

  • Carbofobia: «È l’errore più grave. Gli atleti necessitano di più carboidrati rispetto alla popolazione generale: fino a 6–10 g per kg di peso desiderabile, anche di più prima delle gare di lunga durata».
  • Eccesso di proteine: «Servono, ma non in quantità illimitate. Nella maggior parte dei casi non si dovrebbero superare i 2 g per kg di peso corporeo».
  • Abuso di integratori: «Una dieta varia e bilanciata copre le necessità nutrizionali anche per gli atleti d’élite. Gli integratori servono solo in caso di carenze diagnosticate».
  • Allenarsi a digiuno: «Aumenta il rischio di perdita di massa muscolare e infortuni».
  • Diete estreme, come la chetogenica: «Sono regimi poverissimi di carboidrati, inadatti alla preparazione atletica».
  • Non mangiare o bere durante l’attività: «È un mito pericoloso. Idratazione e apporto energetico sono fondamentali per sostenere la performance».

A confermare l’importanza di un’alimentazione semplice e funzionale è Michele Antonioli, ex atleta olimpico di short track, argento a Salt Lake City 2002 e oggi Sport Manager dello Short Track per Milano Cortina 2026.

«Quando gareggiavo c’era meno consapevolezza rispetto a oggi, ma già allora il nostro nutrizionista ci ricordava che una dieta equilibrata rende superflui gli integratori, salvo carenze specifiche. La Bresaola della Valtellina IGP era un punto fermo: pratica, veloce, gustosa».

Durante trasferte e competizioni, la bresaola era quasi un rituale. «Portavamo sempre con noi una vaschetta. La consumavamo soprattutto la sera prima della gara, ma spesso anche il giorno stesso perché molto digeribile. Per noi valtellinesi era anche un legame con casa, un momento di convivialità che ci riportava alle origini».

Oggi Antonioli osserva un cambiamento significativo: «Le nuove generazioni sono molto più attente alla nutrizione. Possiamo dirlo senza esitazioni: la Bresaola della Valtellina IGP è tra gli alimenti preferiti dagli atleti, magra e proteica, perfetta per chi pratica sport».

A pochi giorni dall’inizio dei Giochi, la tavola diventa così un luogo d’incontro tra scienza, tradizione e territorio, accompagnando gli atleti verso l’appuntamento più importante della loro carriera.