La critica di Columbro alla tv che cambia volto

La critica di Columbro alla tv che cambia volto

Il conduttore riflette sul declino dei contenuti, ricorda Berlusconi e racconta un consiglio decisivo di Corrado.


La televisione è lo specchio della società: quando la società declina, la tv riflette quella decadenza”. Con queste parole Marco Columbro ha commentato l’evoluzione del piccolo schermo durante la sesta edizione della Biennale Milano Art Expo, in corso fino al 24 marzo a Palazzo Stampa di Soncino.

L’attore e conduttore ha analizzato il ruolo dei format contemporanei, compresi i reality più discussi: “Non è il Grande Fratello in sé il problema, ma un certo tipo di televisione che finisce per disgregare, soprattutto tra i giovani. Oggi i ragazzi non guardano più la tv tradizionale: scelgono le piattaforme perché manca qualcosa che li coinvolga davvero, un contenuto o un personaggio capace di catturare l’attenzione”.

Columbro ha poi condiviso un ricordo legato agli inizi della sua carriera: “Quando Berlusconi mi propose sei ore di diretta con Buongiorno Italia, chiamai Corrado per un consiglio. Mi disse: ‘Fai quello che hai sempre fatto. Il pubblico non sa quando sbagli. Se capita, non fermarti: vai avanti e trasforma l’errore in spettacolo’”. Un suggerimento che, racconta, gli è rimasto impresso.

Alla domanda se oggi alla televisione manchino più le idee o i fondi, Columbro non ha dubbi: “Entrambe. Ma il vero problema è la mancanza di volontà di investire. C’è una carenza di idee alla base che porta a risparmiare invece che a costruire, a fare meno invece che fare il necessario”.

La Biennale Milano Art Expo, che quest’anno trasforma Palazzo Stampa di Soncino in un hub internazionale dell’arte contemporanea, riunisce 287 artisti da oltre 60 Paesi con 349 opere tra pittura, scultura, fotografia, poesia e videoarte. L’edizione 2026 celebra l’universo femminile, offrendo uno sguardo multidisciplinare sulla creatività e sulla sensibilità delle donne nella società contemporanea.