Incentivi ignorati, imprese italiane perdono un vantaggio decisivo

Incentivi ignorati, imprese italiane perdono un vantaggio decisivo

Strumenti fiscali e nuove norme europee ridisegnano gestione del personale e sostenibilità organizzativa.


La Legge di Bilancio 2026 introduce un pacchetto di misure pensate per alleggerire il costo del lavoro e sostenere la competitività delle imprese italiane. Eppure, gran parte di queste opportunità rimane inutilizzata. Secondo Unioncamere, l’80% delle aziende non conosce gli incentivi disponibili e solo il 16% delle nuove assunzioni beneficia delle agevolazioni previste. Un dato che evidenzia un divario informativo significativo e un potenziale ancora inespresso.

In questo scenario, strumenti di analisi e servizi di consulenza possono diventare alleati strategici per individuare e attivare correttamente le misure previste dalla normativa. L’arrivo della Direttiva UE sulla Pay Transparency, che entrerà pienamente in vigore entro il 7 giugno 2026, aggiunge un ulteriore tassello: le imprese saranno chiamate a costruire modelli retributivi più trasparenti e coerenti.

Non si tratta solo di ridurre i costi o rispettare una norma: si tratta di costruire organizzazioni più solide, capaci di attrarre talenti e sostenere la crescita nel tempo”, afferma Ivan Moretti, Co-CEO di Zeta Service e fondatore di Payrocks.

La manovra introduce misure con un impatto concreto sulla gestione del personale: dall’esonero contributivo fino al 100% per l’assunzione di madri con tre figli o figlie (fino a 8.000 euro annui), alla detassazione all’1% dei premi di produttività (fino a 5.000 euro nel biennio 2026–2027), fino all’aumento della soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici a 10 euro al giorno. A queste si aggiungono interventi strutturali come la revisione delle aliquote IRPEF e nuovi regimi fiscali agevolati per specifiche indennità.

Queste misure non sono una concessione, ma strumenti che permettono alle imprese di valorizzare i bilanci, migliorare il benessere economico delle persone e sostenere la competitività nel lungo periodo”, sottolinea Moretti. Zeta Service, insieme al know-how giuslavoristico di Zeta Service Lumina, ha sviluppato soluzioni dedicate per aiutare le aziende a trasformare la complessità normativa in una leva strategica per HR e Direzione.

Il 2026 sarà anche l’anno della piena attuazione della Pay Transparency. Per accompagnare le imprese in questo passaggio, Zeta Service ha elaborato un approccio integrato che coinvolge payroll, consulenza giuslavoristica, HR e head hunting, con l’obiettivo di costruire sistemi retributivi più equi e sostenibili. “Le funzioni HR sono chiamate a un ruolo sempre più strategico: non solo gestione degli adempimenti, ma capacità di trasformare i cambiamenti normativi in strumenti di governance”, aggiunge Moretti.

Secondo l’analisi di Zeta Service, incentivi contributivi e Pay Transparency rappresentano oggi due leve complementari: da un lato permettono di ottimizzare il costo del lavoro, dall’altro favoriscono modelli di gestione più equi e orientati al lungo periodo. “Le aziende che sapranno leggere questi cambiamenti in chiave strategica potranno trasformare gli obblighi normativi in vantaggio competitivo”, conclude Moretti.