Un racconto autentico che intreccia emancipazione, impresa e trasformazione culturale attraverso mezzo secolo di cambiamenti.
Con Allenati alla felicità. Imprenditoria femminile e fitness, Loredana Paparelli firma il suo primo libro e ripercorre quasi cinquant’anni di storia personale e professionale, intrecciandoli con l’evoluzione sociale dell’Italia e con la nascita del fitness moderno. Un percorso che attraversa emancipazione femminile, innovazione culturale e trasformazione del concetto di benessere.
«Non volevo scrivere un’autobiografia, ma una testimonianza», afferma Paparelli nella premessa. Una testimonianza che parte dall’infanzia a Marzocca, quando una bambina che amava correre e arrampicarsi indossava la sua prima tuta da ginnastica attirando sguardi curiosi. Da lì, la scelta – tutt’altro che scontata negli anni Settanta – di diventare insegnante di ginnastica, sfidando una mentalità ancora profondamente maschilista e trovando sostegno solo nella madre e nella zia.
L’iscrizione all’Isef di Urbino, con una tesi pionieristica sull’attività fisica in gravidanza, segna l’inizio di un cammino che presto diventa professione. A Marzocca, priva di palestre, Paparelli insegna ginnastica a 130 ragazze in un corridoio scolastico. Nel 1977 apre il Lady’s Club, primo centro dedicato esclusivamente alle donne; nel 1981 nasce il Nirvana, aperto anche agli uomini, portando a Senigallia l’aerobica appresa a Milano da Lara Saint Paul. «Non era solo sport: era un movimento sociale che rafforzava l’autostima femminile», ricorda.
Seguono anni di formazione manageriale – dalla SDA Bocconi alla Federazione Italiana Fitness – e la costruzione di un vero modello imprenditoriale basato su innovazione, visione strategica e aggiornamento continuo. Il Nirvana cresce, cambia sede due volte e diventa un punto di riferimento regionale, ospitando corsi di danza e stage con coreografi di fama nazionale. Sono gli anni in cui il concetto di salute preventiva attraverso il movimento inizia a strutturarsi.
Guardando al futuro, Paparelli sottolinea la necessità di un settore fitness sempre più integrato con scuole, sanità e aziende: «Il movimento resta un farmaco naturale e potente contro la sedentarietà, un killer silenzioso che riduce gli anni di vita in salute».
Il libro si chiude con un invito: considerare la felicità come un allenamento quotidiano. «Ogni traguardo è una nuova partenza. La strada continua sempre. E oggi più che mai credo che l’allenamento più importante sia quello alla felicità».



