Hiroshima e Nagasaki, 68 anni fa il bombardamento atomico

Il sindaco Mario Lucini: “Non possiamo dimenticare gli orrori delle guerre. Non li possiamo dimenticare mai e a maggior ragione non li può dimenticare Como, città messaggera di pace”.


Oggi martedì 6 agosto, ricorre il 68° anniversario del bombardamento atomico delle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Come di consueto il Comune di Como, presente con il proprio gonfalone, organizza una manifestazione alla quale sono invitate a partecipare le autorità civili, religiose e militari e i Rappresentanti di Associazioni d’arma e combattentistiche della cerimonia prevede il ritrovo alle ore 11 per la deposizione di una corona d’alloro al Monumento alla Resistenza Europea (lungolago Mafalda di Savoia, giardini a lago).

“Non possiamo dimenticare gli orrori delle guerre – commenta il sindaco Mario Lucini – Non li possiamo dimenticare mai e a maggior ragione non li può dimenticare Como, città messaggera di pace. Le guerre sono sempre sbagliate e portano con sé morte e distruzione. La bomba atomica sganciata su Hiroshima e Nagasaki ha segnato la fine di una guerra ma a costo di immani sacrifici”.

Monumento alla Resistenza Europea Il monumento venne realizzato dal Comune di Como, su proposta dell’Istituto di Storia del Movimento di Liberazione di Como (oggi Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta. Una commissione di esperti scelse, fra le varie proposte  pervenute, il progetto dell’architetto milanese Gianni Colombo (1937-1993). Il monumento si trova nei giardini a lago, nelle vicinanze del Monumento ai Caduti realizzato da Giuseppe Terragni. Le tre scale convergenti fra loro ricordano le impervie scalinate percorse con sempre maggior tormento dai deportati nei campi di sterminio nazisti. Le piastre metalliche portano incisi brani delle ultime volontà scritte dai condannati a morte, appartenenti a comunità e nazionalità diverse.

La stele, racchiusa a bacheca, contiene frammenti di pietre provenienti dai campi di sterminio di Natzweiler-Struthof, Ravensbrüch, Sachsenhausen, Bergen-Belsen, Auschwitz, Dachau, Mauthausen, Theresienstadt, Risiera di San Sabba, Buchenwald, Flossenburg. La pietra proveniente da Hiroshima è monito severo perché  tali orrori non  si abbiano più a  verificare. Il monumento venne inaugurato alla presenza del presidente della Repubblica Sandro Pertini il 28 maggio 1983.