“Kiss All The Time. Disco, Occasionally.” è un album elettropop rilassato, eclettico e divertito, ispirato agli anni 2000.
Chi pensa che il pop non sia solamente intrattenimento ma un modo per sintetizzare avanguardie e influenze musicali sotterranee portandole su un terreno praticabile per le masse è sicuramente incuriosito dal ritorno di Harry Styles.
Che l’ex One Direction si sia da tempo smarcato dal suo passato è risaputo, che abbia ricevuto apprezzamenti dalla critica e da star come Elton John è già storia scritta, il dubbio era cosa avrebbe aggiunto ora nella sua fase ormai adulta.
Il singolo “Aperture” ha lanciato il primo segnale, spiazzante per alcuni, che ci ha portato all’elettronica degli anni 2000, i primi nomi a venire in mente sono gli LCD Sound System, che ricorrono effettivamente nel disco come influenza principale, anche se non l’unica e non così preponderante come potrebbe sembrare.
Harry Styles rimane fondamentalmente un romatico, già dalla successiva “American Girls” si nota questo accostamento tra la voce filtrata, i suoni elettronici, quella malinconia e melodia che accompagnano l’intero disco che non è festaiolo ma nemmeno troppo introspettivo, rimanendo sul filo di un’omogeneità e di un sostanziale equilibrio.
Tra le poche bizzarrie ci sono la dimenticabile “Are You Listening Yet?”, il funk moderato di “Ready, Steady, Go!”, la sguaiata ma intrigante “Pop”, attraversando reminiscenze che portano a Scissor Sisters, MGMT nella loro parte più ripulita.
Una nota positiva la meritano “The Waiting Game” che ci porta all’ispirazione dei Gorillaz e di un elettropop decisamente nobile, oltre alla frizzante e spiazzante “Season 2 Weight Loss”. Ma, come si diceva prima, Harry Styles rimane un romantico e “Coming Up Roses” è il vero colpo al cuore che riesce a iscriversi perfettamente nell’atmosfera del disco, elettronica e malinconica. “Paint By Numbers” ha una melodia cristallina che fa il paio con “Carla’s Song”, dedicata da Harry a un’amica che l’ha aiutato a ritrovare ispirazione nel proprio mestiere.
Harry Styles ci invita alla sua festa ma non ce la racconta nella sua fase centrale e scatenata, è come se si mettesse negli angoli delle stanze in cui si può parlare e riflettere, la musica è quella di inizio e fine serata, mentre quando si entra nel pieno del ritmo Harry è come rimanesse sovrappensiero preferendo estraniarsi e pensare ad altro anzichè scatenarsi in pista.
E’ una festa in cui si rimane sobri, rilassati e vigili, ma non è una sera buttata, è un modo per prendere consapevolezza, respiro e magari la prossima volta divertirsi anche di più.
Crediti foto: LeadPress – Laura Jane Coulson(2026)
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Nato nel 1974, conduttore radiofonico e giornalista pubblicista dal 2012, ha mosso i primi passi a metà anni ’90 con un’esperienza formativa di Servizio Civile e Factotum ad Oasi Radio Bologna. Dal 2000 collabora con Radio Budrio, prima con trasmissioni in diretta, poi con rubriche e podcast. Dal 2013 su Iltitolo.it e TitoloTv tratta l’argomento musicale usando un linguaggio più semplice possibile con l’obiettivo di creare curiosità in chiunque, perché la musica per lui è uno strumento di crescita culturale.



