Giorgio Erede presenta: La musica della mia cucina

Un percorso tra sorprendenti sentieri musical-culinari, dove il timer da cucina è sostituito da un brano musicale.


Giorgio Erede presenta: La musica della mia cucinaUn grande affetto e calore familiare ha accolto il libro “La musica della mia cucina”, presentato dall’autore Giorgio Erede, ieri sera (giovedì 12 dicembre) a Milano, presso la Cavallerizza, nuova sede del Fai. Ad accompagnare l’autore, seduti sul palco anche due volti noti del mondo enogastronomico e del mondo musicale: il giornalista e scrittore Allan Bay e il critico musicale Giovanni Gavazzeni.

Sia classica o leggera, la musica giusta è un «ingrediente» fondamentale per la buona riuscita di ogni ricetta. Un libro che si legge tutto d’un fiato, partendo dai ricordi d’infanzia nella villa La Puncia sul lago di Como, dove l’autore bambino guarda Gianna, la cuoca, impastare gli gnocchi di patate e sente il violino del nonno suonare note appassionate. Fu questo il primo abbinamento piatto-musica.

Da allora Giorgio Erede non può fare a meno della musica in cucina, non riuscirebbe più a preparare gli gnocchi di patate allo stesso modo senza ascoltare la languida Sonata per pianoforte e violoncello n.1 eseguita da Mischa Maisky e Sergio Tiempo. E se un ottimo accompagnamento per l’uovo à la coque (3 minuti) è Per Elisa, Chopin sarebbe perfetto per realizzare gli spaghetti alla finanziera, Unforgettable di Nat King Cole è l’ideale per mettere insieme gli ingredienti del tortino di cioccolato e il Best of di Davide Van De Sfross per la polenta con missultitt. Un viaggio dunque tra le tante ricette della tradizione lombarda e ligure, accompagnate da un timer segnatempo musicale.Giorgio-Erede-presenta-La2

Di grande interesse il dibattito, nato a seguito dell’intervento di Allan Bay, sullo statuto del «cuoco». Il noto giornalista enogastronomico sostiene, infatti, che «come disse Anthelme Brillat-Savarin “Rôtisseur si nasce, cuochi si diventa”, la cucina è una sapienza accumulata, ne è un esempio Luisa Valazza, cuoca autodidatta, oggi la sua cucina ha ricevuto tre stelle Michelin, allo stesso modo Ciccio Sultano».

Riguardo, poi, il suo rapporto con la musica, non nasconde il suo disinteresse: «Io quando cucino non sento il bisogno di ascoltare la musica, neanche quando sono seduto a tavola; per una cena perfetta basta il piatto perfetto!». Di vedute opposte, Giorgio Erede, per il quale: «Cuochi, come signori, come grandi pittori si nasce, è chiaro che ci vuole un acculturamento e dei maestri, ma occorre avere il germe del genio fin dalla nascita».

A conclusione del frizzante confronto, solo su di un pensiero sono totalmente d’accordo: «Grandi cuochi si diventa soltanto se c’è grande passione, passione per la cucina e per la vita». La musica della mia cucina, un libro che «si apre, si legge e si divora immediatamente perché ha la capacità di farti interessare a cose che normalmente non ci interesserebbero, fatti della vita altrui, colorati con il linguaggio delle persone del luogo, con le inflessioni dialettali.

Giorgio Erede presenta: La musica della mia cucinaSi legge con interesse perché pieno di notazioni divertenti, l’autore dice quello che pensa, incredibilmente, in questo mondo dove tutti non dicono mai niente e quello che pensano ancora meno». Queste le parole di Giovanni Gavazzeni che esprimono con efficacia il valore letterario di un’opera sincera.

Nella foto in basso a lato: da sinistra Allan Bay, l’autore Giorgio Erede e Giovanni Gavazzeni.