Frontiers Records celebra trent’anni di visione globale

Frontiers Records celebra trent’anni di visione globale

Una serata internazionale a Napoli riunisce artisti e manager per onorare l’ascesa della label.


L’energia del rock mondiale ha attraversato Napoli in una notte destinata a restare nella memoria dell’industria musicale. L’HBtoo, con il suo fascino post industriale affacciato sul mare che ospiterà l’America’s Cup, ha accolto il grande evento per i trent’anni di Frontiers Records, etichetta partenopea oggi tra le realtà più influenti del panorama globale.

Oltre duecento ospiti internazionali hanno celebrato un percorso che ha portato la label a conquistare un traguardo storico: il primo posto nella Billboard 200 statunitense con l’ultimo album dei Megadeth, risultato che ha consacrato definitivamente la visione e la determinazione del team guidato da Serafino Perugino.

La serata, condotta da Giulia Salvi (‘Personal Giulia’), ha offerto una sequenza di performance ad alto voltaggio grazie a una resident band di livello assoluto – Alessandro Mammola, Alfonso Mocerino, Alessio Lucatti, Andrea Buratto, Andrea Piccardi e Aldo Lonobile – che ha accompagnato una parata di voci e musicisti iconici. Tra i protagonisti, Ronnie Romero (Rainbow, MSG), Jim Peterik e Toby Hitchcock (Pride of Lions), Harry Hess (Harem Scarem), Robin McAuley (MSG), Ronnie Atkins (Pretty Maids), insieme ai virtuosi Gus G (Firewind, ex Ozzy), Nicklas Sonne e Dyan Mair.

Uno dei momenti più intensi è stato l’intervento di Serafino Perugino, fondatore e anima del Frontiers Label Group: «Questi trent’anni sono stati montagne russe fatte di sfide e ripartenze, ma la musica è sempre venuta prima del business. Siamo partiti dallo studiolo di mio padre e oggi celebriamo un traguardo che sembrava impossibile. Questo successo è frutto di famiglia, lealtà e passione. Don’t Stop Believin’: continuiamo a credere nei nostri sogni».

A testimoniare la dimensione internazionale della label, erano presenti i vertici globali di The Orchard, partner per la distribuzione mondiale: la Chief Operating Officer Colleen Theis, il senior consultant Manlio Celotti, Tricia Arnold (EVP, Relationships & International Sales), Joanna Noyes (SVP, Global Marketing & Brand Strategy), Ben Burnstein (Director, Label Management), insieme a Susanna Moro, Ben Poliszczuk, Alex Berry e Frank Uhle, Managing Director di Orchard Physical European Network (OPEN).

Il respiro globale è stato ulteriormente rafforzato dalla presenza dei label manager dei principali mercati: Rob Willemse di Suburban (Benelux), Simone Rossi e Mauro Ragnini di Audioglobe (Italia), Suzan Kverh di Playground (Scandinavia), Michal Wardzala di Mystic (Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) e Nozomu Wakai della Ward Records, storico partner per il Giappone.

A rendere omaggio alla “creatura” di Perugino sono arrivati anche alcuni dei manager più influenti della scena rock e metal: Ach Dhillon di Velvet Hammer (Korn, System Of A Down), Mario Rubio di 5B Artist Management (Amon Amarth, Kreator), Nikolas Krofta di Bottom Row (Helloween, Gotthard), Andrew Farrow di Northern Music (Opeth, Devin Townsend), Don Jenkins di Raw Power Management (Bring Me the Horizon, Bullet for My Valentine), oltre a Daryl Prior (Capital Artist Management), Simon Barbour Brown (Sharper Group) e Steph Van Spronsen (Baroness Music).

Con sedi a Napoli, Boston e Londra, Frontiers Records guarda ora ai prossimi capitoli della sua storia, fedele alla propria missione: offrire agli artisti una casa creativa, sostenuta da coraggio, visione e quella “lucida follia” che l’ha resa un unicum nel mondo della discografia.