Frankie Hi Nrg dà ancora "potere alla parola"

Frankie Hi Nrg dà ancora “potere alla parola”

“Voce e batteria” rilegge in chiave cruda ed essenziale alcuni classici del rapper insieme ad ospiti prestigiosi.


Chiariamolo subito: non vi stiamo parlando di un disco di duetti (nonostanti alcune presenze pop importanti), non stiamo nemmeno assistendo ad una celebrazione nostalgica o una riproposizione di vecchi cavalli di battaglia.

“Voce e batteria” è un’operazione che scava a fondo nella verità, nella sostanza di alcuni testi che sembrano scritti oggi, in un tipo di cultura che è nata dalla semplicità, dall’essenzialità, a volte solo dalla povertà di mezzi, e dal bisogno di esprimersi liberamente.

All’inizio, quando l’hip hop non era ancora una cultura così conosciuta, il rap veniva descritto come una sorta di “parlato a tempo” su una base ritmata, al massimo c’era un DJ che scratchava, qui si torna a quell’atmosfera nuda, essenziale, cruda.

La scaletta comincia con “Pedala e batteria”, evoluzione del brano portato da Frankie Hi Nrg a Sanremo 2014 con una strofa aggiuntiva di Jovanotti e l’apporto minimale di Dj Stile, brano che fa da “ariete” radiofonico ma che concettualmente rimane l’episodio meno rilevante del progetto.

Già da “Faccio la mia cosa” con un Tiziano Ferro perfettamente nella parte, si comincia a capire lo spirito del disco, che vuole fare arrivare il senso di parole scritte anni fa’ ma con la voce di oggi, il supporto costante di Donato Stolfi alla batteria, il mixaggio e l’impianto sonoro essenziali, una diretta presa di posizione contro le over produzioni e l’appiattimento sonoro di oggi.

“Autodafè e batteria” con Fabri Fibra è un altro colpo al cuore perchè la parte nuova scritta dal rapper di Senigallia è quanto mai integrata col resto, come fosse stato sempre un pezzo suo. Elisa e Lina Simons rendono più festosa e colorata una “Fight da faida” che ci urla dentro per il suo eterno significato antimafia, Emma si libera dalle briglie del pop portando urgenza e sensualità in una “Potere alla parola” che persegue ancora di più il suo obiettivo.

In “Voce e batteria” tutto è intelleggibile, onesto, come nella cruda cronaca pandemica di “Nuvole”, dal racconto degli eterni ultimi di “Elefante (con Raiz)” alla fabbrica del consenso politico in “Generazione di mostri”(con un accorato Diodato) che contiene anche una citazione di “Quelli che benpensano”, sorprendentemente assente in scaletta, per non rubare visibilità a queste perle.

Chiude l’album un trittico in solitario che ci inchioda alla verità odierna, dalla richiesta di profondità con “Libri di sangue”, alle accuse al sistema discografico in “Chiedi chiedi” alla definitiva e per nulla consolatoria “Disconnetti il potere”.

Queste canzoni oggi suonano incredibilmente profetiche, forse perchè la società negli ultimi vent’anni si è evoluta solo tecnologicamente ma ha perso ancora di più il contatto con la propria umanità.

Musicalmente “Voce e batteria” scarnifica i suoni e valorizza anche gli ospiti che qui si esprimono spogli di ogni sovrastruttura portando la loro cruda testimonianza. E’ proprio il caso di ribadirlo, citando un vecchio album di Frankie: Verba Manent.

Crediti foto: Damiano Andreotti

Informazioni:
www.radiobudrio.it
Facebook Radio Budrio è solo podcast
Instagram @radiobudrioesolopodcast
Ascolta la versione audio di Musical Express
https://www.radiobudrio.it/podcast/musical-express.html