Francesca Michielin, un medioevo per il paese reale

Francesca Michielin, un medioevo per il paese reale

“Magia bianca” è un concept magico e folkloristico dall’anima pop che racconta un passato immaginario che assomiglia tanto al nostro presente.


Chi sono oggi le streghe? Perchè le dame di corte non passano mai di moda? Perchè è sempre più difficile comunicare con la nostra parte irrazionale? Francesca Michielin comincia una nuova fase di carriera, dopo un passato recente non molto brillante, con un progetto dove si fa narratrice di un mondo fatto di creature mitologiche oscure per raccontarci in realtà i giorni complicati che stiamo vivendo.

Per realizzare “Magia Bianca” Francesca ha collaborato col filologo Davide Melchiorri per approfondire dal punto di vista storico e letterario la figura della strega e di come anche oggi, in misura diversa, le donne vengono messe in discussione per il loro aspetto e le loro scelte di vita.

Sulla carta il terreno è scivolosissimo, ma i temi nel disco vengono trattati con sapienza in modo pop favolistico e leggendario, creando un ponte tra intrattenimento leggero e legittimi spunti di riflessione.

La prima traccia “1484”, con il contributo di Angelica e con riferimento all’anno della bolla papale Summis Desiderantes Affectibus, l’atto che diede il via sistematico alla caccia alle streghe, traccia il percorso tematico e sonoro di un disco parlando di un mondo “di finto ordine e di vera guerra”, un contesto “piacevole come una sberla” dove regna il conformismo.

“Una donna non può” parla delle aspettative imposte al sesso femminile distinguendosi per un’eleganza musicale anni ’80 alla Battiato e Giuni Russo, mentre “Litha” e “Solstizio d’estate” si ispirano ai rituali della notte di San Giovanni e all’immaginario pagano.

Nel disco sono presenti importanti “spettri musicali” non dichiarati nei crediti ma che rendono speciale il progetto. Patrizia Laquidara ne “Il canto delle anguane”, dedicato a figure femminili sfuggenti, affascinanti e profondamente legate alla natura, presta la voce a un brano ispirato proprio al suo album “Il canto dell’anguana”, realizzato quasi interamente in dialetto veneto e realizzato insieme ad Hotel Rif, vincitore della Targa Tenco 2011.

Veronica Lucchesi de La Rappresentante di Lista è lo spettro di “Feral Girl”, brano ironico che ribalta l’idea della “ragazza perfetta” rivendicando il diritto di essere contraddittoria e caotica.
Caparezza, che già aveva dedicato un concept al medioevo ai tempi di “Il sogno eretico”, appare in “Strega Comanda”, brano sull’autodeterminazione e riscatto della figura femminile, utilizzata come metafora di potere e indipendenza contro i pregiudizi e le convenzioni sociali, mentre la cantautrice Ceneri accentua i cori e i giochi di contrasti vocali nella misteriosa ed esoterica “Magia Bianca, Magia Nera”.

L’uso dell’elettronica, frutto dell’incontro avvenuto a Londra col produttore David Kosten (Bat for Lashes), con l’apporto di Enrico Brun e Davide Simonetta, è l’elemento musicale, insieme ad ispirazioni folk medievali e anni ’80, che più spicca in un concept uscito in un mese storicamente legato a rievocazioni per gli appassionati del genere.

“Magia bianca” è un album coeso ed elegante, leggero ad un ascolto superficiale ma che nasconde un intento più nobile, quello di dare voce alla nostra parte irrazionale, istintiva, non legata alla convenienza, ciò che la società tende a denigrare e rifiutare.
Per questo merita attenzione.

Crediti fotografici: Laura Salerno

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