Florence and The Machine, fascino e oscurità

Florence and The Machine, fascino e oscurità

“Everybody Scream” celebra la vita ed esorcizza la morte, segnando un nuovo importante momento artistico per il gruppo londinese.


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Come nasce una canzone? Cosa ispira una poesia? Questa domanda ce la siamo fatta in tanti, a provare a dare una risposta ci ha provato anche Florence Welch, cantante, scrittrice e leader di un progetto che, a partire dal 2007 e di base a Londra, ha sempre affrontato i chiaroscuri della nostra anima servendosi di un linguaggio musicale fruibile ma complesso, tra rock, folk ed elettronica.

Secondo Florence tutte le ispirazioni, che siano parole o musica, scorrono costantemente dentro di noi, sta all’artista tramite la scrittura, lo studio e il lavoro metodico riuscire a portarle alla luce, forse per questo ogni album è come se fosse sempre diverso ma attinente allo stesso flusso, alla stessa corrente che porta alle emozioni.

“Everybody Scream”, il settimo album per la band, comincia col brano omonimo facendoci intendere che stavolta il loro racconto possa essere diverso rispetto al recente passato, perchè racconta un periodo difficile seguito da una rinascita.

Nel 2023, nel pieno di un intenso tour, Florence è stata operata d’urgenza in seguito a una gravidanza extrauterina che le aveva causato una grave emorragia interna, questo intervento le ha salvato la vita ma l’ha anche costretta a un difficile periodo riabilitativo, dopo aver addirittura vissuto un’esperienza di pre morte.

I programmi del gruppo sono improvvisamente cambiati, così come il percorso musicale, dall’esuberanza di “Dance Fever”, disco realizzato in piena pandemia che entrava nei vortice del movimento perpetuo, celebrando la voglia di riunirsi e scatenarsi, si è passati a materiale riflessivo, oscuro e a suo modo seducente.

C’è qualcosa di rituale, magico e misterioso che attraversa tutto il disco, una morte presente ma esorcizzata di continuo da balli, superstizioni, immaginari horror che si legano ad Halloween nella sua parte più ancestrale e tradizionale, c’è tanto folk e un uso non troppo invasivo dell’elettronica.

Se “One Of The Greats” ci offre un crescendo musicale che è la cifra tipica del gruppo, “Witch Dance” dà sfogo a questi riti, come ci trovassimo in bilico tra la vita e la morte, mentre “Sympathy Magic” e “Perfume And Milk” virano sul pop “alternativo”, con chitarre accennate e cori eterei.

A questi aspetti si unisce una femminilità fatale e sinistra, una Florence luciferina e seducente a suo modo, un po’ sacerdotessa dark un po’ sirena incantatrice, la musica segue questo contrasto tra la melodia cristallina di “Buckle” e la tensione di “Kraken”, dove viene narrata la trasformazione del suo corpo in un mostro marino, che ora può guardare in faccia e quindi sconfiggere.

“Drink Deep” richiama i riti degli sciamani, in tanti passaggi del disco si viaggia in boschi virtuali che non sono altro che i meandri della nostra mente, fino ad arrivare alla conclusiva “And Love”, dove Florence ripete ossessivamente “peace is coming”, un finale teatrale che chiude metaforicamente il viaggio.

“Everybody Scream” è un’opera oscura e seducente, che cattura il già citato “flusso” quando il fiume è agitato e in piena, che ci dimostra che tutto passa, e noi guardiamo al domani fiduciosi ma sentendoci già diversi rispetto a ieri. Non è un disco natalizio, eppure celebra una (ri) nascita.

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