Un innovativo dispositivo aptico integra realtà immersiva e addestramento tecnico per ridurre i rischi professionali.
Cisterne, silos, pozzi, fognature, condotte, tralicci: sono solo alcuni degli ambienti ad alto rischio in cui ogni giorno migliaia di lavoratori mettono a repentaglio la propria vita. Un pericolo confermato dai dati Inail, che nel 2025 registrano un nuovo incremento delle morti bianche: 729 casi contro i 722 del 2024 (+1%). In aumento anche gli incidenti mortali in itinere, passati da 264 a 273 (+3,4%).
In questo scenario complesso, arriva però un segnale di svolta. L’Inail e un gruppo di atenei italiani – tra cui l’Università degli Studi Niccolò Cusano, La Sapienza, l’Università della Tuscia e l’Università di Napoli Federico II – hanno ottenuto il brevetto per un dispositivo destinato a rivoluzionare la formazione in sicurezza: l’“Esoscheletro per interfaccia aptica con ambiente di realtà virtuale e/o aumentata”.
Il progetto nasce nell’ambito del programma “SIDE INAIL – BRIC ID 37”, dedicato allo sviluppo di robot indossabili per simulazioni dinamiche e interazioni aptiche. Come spiega Fabrizio Patanè, docente dell’Unicusano e responsabile del software di controllo del robot, l’obiettivo è creare strumenti avanzati per prevenzione, addestramento e tutela dei lavoratori.
Il dispositivo, indossabile sull’arto superiore, offre un’interfaccia aptica ad alta fedeltà integrata con ambienti di Realtà Virtuale (VR) e Realtà Aumentata (AR). Grazie al contributo del Laboratorio IV dell’Inail – specializzato in sicurezza degli impianti di trasformazione e produzione – il sistema consente di simulare con precisione forze, contatti e sforzi muscolari, restituendo all’utente sensazioni realistiche durante la manipolazione di oggetti virtuali.
“Questo esoscheletro permette di ricreare scenari complessi o pericolosi senza esporre l’operatore a rischi reali”, sottolinea Patanè. “È una piattaforma ideale per nuove modalità di addestramento e sperimentazione, con applicazioni che spaziano dall’industria alla riabilitazione”.
Le simulazioni possono riprodurre attività come l’uso di un trapano su un traliccio, la chiusura di valvole in un capannone o l’ingresso in spazi confinati. Un approccio che consente di valutare se la criticità deriva dal comportamento dell’operatore o dall’ambiente stesso, trasformando l’esoscheletro in uno strumento di “diagnosi” e “trattamento” dei rischi.
Il contributo dell’Unicusano è stato determinante nello sviluppo del software di controllo, elemento chiave per garantire precisione dei movimenti, coerenza tra stimoli aptici e scenari virtuali e sicurezza dell’interazione uomo-macchina.
Il brevetto consolida così il percorso dell’ateneo nel campo dei sistemi robotici indossabili e delle interfacce avanzate per la realtà immersiva, rafforzandone il ruolo nel panorama nazionale dell’innovazione tecnologica.



