Un percorso immersivo tra capolavori originali giapponesi rivela tecnica, visione e maestri dell’anime.
Goldrake, Lady Oscar, Ken il Guerriero, Dragon Ball: icone che hanno segnato generazioni e che oggi ritornano nella loro forma più pura, quella tracciata a matita dagli artisti che le hanno create.
Dall’11 al 28 giugno l’Ex-Chiesa della Maddalena riapre eccezionalmente al pubblico ospitando “EROI D’ACCIAIO. Da Goldrake a Lady Oscar”, una mostra che porta nel cuore di Bergamo oltre 140 disegni originali provenienti dall’archivio AniMa Firenze.
Un’occasione rara per ammirare cel, dōga, studi di character design, settei e hanken che raccontano il processo creativo dietro i protagonisti dell’animazione giapponese dagli anni Settanta in poi: da Goldrake a Kenshiro, da Lupin III a Capitan Harlock, fino ai personaggi di Dragon Ball. Un viaggio che non parla solo ai nostalgici, ma a chiunque voglia scoprire la mano dietro l’icona.
La mostra segna anche il ritorno dell’Ex-Chiesa della Maddalena dopo due anni di chiusura per restauri. «È affascinante vedere come questo spazio monumentale diventi teatro di un dialogo tra sacro e profano», osserva l’assessore alla Cultura Sergio Gandi, sottolineando il valore culturale e simbolico dell’iniziativa, promossa da Keyframe APS con il contributo del Comune di Bergamo.
Il progetto è realizzato con il supporto di Accademia Nemo, Dugongo, Studio Bozzetto e Mirmex, e curato da Federica Fabbri, Luca Chiarotti, Francesco Chiatante ed Ettore Frunzio.
«Vogliamo raccontare l’animazione come una grande forma d’arte fatta di talento e ricerca», afferma Andrea Bozzetto, presidente di Keyframe APS e direttore artistico dei Bergamo Animation Days. «Questi materiali permettono di scoprire ciò che normalmente resta dietro lo schermo: tecnica, passione e visione».
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni tematiche:
- Generazione Alabarda Spaziale, dedicata ai Super Robot come Goldrake, Mazinga e Jeeg.
- Il volto del mito, che esplora l’arte del character design attraverso figure come Kenshiro e Raoh.
- Uomini o macchine?, un’indagine su androidi e cyborg da Kyashan a Tekkaman.
- Gli indomabili, spazio agli eroi ribelli come Harlock, Lady Oscar, Devilman e Tiger Mask.
- L’immaginario giapponese, da Lupin III a Dragon Ball, da Lamù a Sailor Moon.
«Cel, dōga e settei non sono semplici disegni, ma tracce vive del processo creativo», spiegano Fabbri e Chiarotti. «Mostrano la nascita di un movimento, di uno sguardo, di un’icona».
Tra gli autori in mostra spicca Masami Suda (1943–2021), maestro del character design che ha ridefinito l’estetica dell’eroe anime. Accanto a lui, le opere del suo erede artistico Junichi Hayama, che sarà protagonista dell’evento speciale del 19 giugno alle ore 19, con incontro pubblico e contenuti in edizione limitata autografati.
Un’esposizione che unisce memoria, arte e cultura pop, trasformando Bergamo in un punto di riferimento per gli appassionati dell’animazione giapponese e per chi desidera scoprire la magia nascosta dietro ogni fotogramma.



