“Funzioni vitali” aggiorna l’onesta narrativa dell’artista, in bilico tra cantautorato impegnato e consumato mestiere pop.
Come potremmo, da esseri umani, costruire un futuro migliore? La domanda è difficile, complessa e non prevede per forza di cose una risposta semplice. Certamente se non facciamo la pace col nostro passato e non lo prendiamo realmente per quello che è stato, partiamo già da un presupposto sbagliato, l’album “Funzioni vitali” (il sesto in carriera per Ermal Meta) affronta principalmente questo argomento, perchè fa i conti con la nostalgia, riorganizza il presente e mette le basi per un futuro con poche certezze e un po’ di speranza.
Il tempo può essere un luogo sicuro se diventa nostalgia, una nostra costruzione mentale di comodo, ma è ingannevole proprio perchè tende a modificare chimicamente e mentalmente i nostri ricordi e il passato.
Se persino il nostro inconscio può creare dei trascorsi in qualche modo distopici, qualcosa di simile ma stavolta ampiamente voluto è successo nella costruzione di “Stella stellina”, il brano sanremese di Ermal che affronta il tema tragico della perdite umane nelle guerre, in questo caso si parla di una bambina vittima del genocidio di Gaza.
Il racconto non lascia spazio a interpretazioni ma la musica è come se giocasse un altro campionato, trasformando il brano in una filastrocca balcanica in odor di tormentone, quanto di più fuorviante rispetto al testo, eppure è proprio questo contrasto a rendere il brano accattivante e apparentemente semplice, complice l’arrangiamento di Dardust.
Analizzando l’intero album partendo da qui forse lo si può capire meglio, perchè a volte quello che è ad un ascolto superficiale può sembrare facile o scontato forse non sempre lo è. La traccia d’apertura “Droni” tratta un tempo indefinito, c’è un po’ di presente con le sue insidie, c’è la speranza per il futuro ma che comincia oggi, perchè è ora che dobbiamo chiederci se siamo al sicuro.
Ermal nell’album parla soprattutto delle figure più importanti per la sua vita e di riflesso anche per la nostra, “Anche tu” omaggia una figura femminile in grado di sorridere dentro la sua voce, quella che poi manca quando tutto finisce in “Oggi un anno fa”, pezzo “di mestiere” che amaramente dice “Non ci saremmo mai dimenticati, ce lo siamo detti da ubriachi”.
La dolcissima “Tutto già visto” mette alla luce i dubbi di una coppia di recente formazione, la nostalgia affiora nel sogno ad occhi aperti di “Levi’s 501“ e nell’acustica “Il braccialetto della fortuna” dove un regalo ricevuto, ora invecchiato e sfilacciato, ricorda un’amicizia persa nel tempo.
Si canta di piccole cose, degli “Spaghetti in bianco” che ci si fa per tirarsi su di morale, anche se a volte si vorrebbe una “Delorean” per tornare indietro a modificare il passato e il presente, mentre la musica vira su un indie pop elettronico senza scalfire la sua personalità.
Il ritmo sale con “Avanti”, un invito a recuperare la propria forza interiore per affrontare le difficoltà, il brano si lega tematicamente alla motivazionale “Il coraggio non manca”, per resistere alle “bombe che cadranno sopra questa stanza“. Il disco si chiude con “Funzioni vitali”, una insolita simil suite melodica con coda orchestrale dove il racconto di un amore felice si trasforma in sofferenza e stanchezza.
Nell’album Ermal parla attraverso una versione di sè del passato, anche in modo malinconico o nostalgico, eppure non c’è rimpianto, anzi, ci sono le basi per provare a cambiare, a spostare la nostra prospettiva sul futuro. La sua musica esprime un’eleganza formale che si fa perdonare anche momenti convenzionali, è soprattutto lodevole la visione e omogeneità del progetto, che lo fa diventare un intero racconto coinvolgente.
Crediti fotografici: Ansa / Ettore Ferrari
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Nato nel 1974, conduttore radiofonico e giornalista pubblicista dal 2012, ha mosso i primi passi a metà anni ’90 con un’esperienza formativa di Servizio Civile e Factotum ad Oasi Radio Bologna. Dal 2000 collabora con Radio Budrio, prima con trasmissioni in diretta, poi con rubriche e podcast. Dal 2013 su Iltitolo.it e TitoloTv tratta l’argomento musicale usando un linguaggio più semplice possibile con l’obiettivo di creare curiosità in chiunque, perché la musica per lui è uno strumento di crescita culturale.



