Ditonellapiaga, l'elogio dell'imperfezione

Ditonellapiaga, l’elogio dell’imperfezione

“Miss Italia” mette in musica l’accettazione dei propri difetti attraverso una cifra personale elettropop ironica e malinconica.


Siamo in un periodo storico contraddittorio, in cui l’industria musicale italiana gode di ottima salute e sbandiera (giustamente) tutti i suoi dati trionfali. Questi record di streaming, questi sold out (a volte gonfiati) hanno però un rovescio della medaglia, perchè mai come in questi ultimi anni gli artisti hanno mostrato insofferenza verso un sistema che li vuole sempre presenti e produttivi.

Margherita Carducci in arte Ditonellapiaga è tornata con un progetto apparentemente leggero ma che affronta sostanzialmente il conflitto tra quello che siamo noi, esseri imperfetti, impacciati e non allineati ai modelli di business, e quello che gli altri vorrebbero da noi, il tutto applicato al mondo della musica dove il modello del “vincente” ed efficiente senza macchia ancora comanda e dove spesso chi non arriva primo si sente un pesce fuor d’acqua.

Il successo sanremese “Che fastidio!” ha colpito nel segno per il suo carattere satirico, per il suo ribellarsi alle convenzioni usando un tappeto elettropop di inizio anni 2000 ma che in un Sanremo così conservatore e mediocre è sembrato quasi futurista, oltre ad essere un utile biglietto da visita per un progetto che ne seguisse il tracciato.

Già nella iniziale “Si lo so” e in “Prima o poi” Margherita mantiene la sua cifra snocciolando tutti i suoi difetti e parlando di cambiamenti che dovrà affrontare, mentre nella maliziosa “Tropicana Hotline” mostra il suo disagio per l’ossessione del gossip che circonda il mondo dello spettacolo.

“Vorrei fare pop, evitare il flop/ Eppure mi vedo sempre lì di contorno” dice nell’ironica e sferzante “Bibidi Bobidi Bu”, che descrive bene la sua difficoltà a trovare una collocazione nel mercato, a causa del suo non essere completamente disimpegnata ma nemmeno così “alternativa” da essere coccolata dalla critica.

Qui si nota anche la sua passione, mai del tutto nascosta, per il musical, quella che ha potuto realizzare sul palco di Sanremo insieme a Tony Pitony in “The Lady is a Tramp”, il momento più divertente del Festival.

L’intensa e malinconica “Hollywood” riflette sulle aspettative tradite e sulla solitudine che spesso si nasconde dietro le luci della ribalta, ispirandosi chiaramente alle atmosfere di Lana Del Rey e a “Glory Box” dei Portishead, con un arrangiamento di archi elegante.

Il pop rock di “Io” (con echi di Imogen Heap) si chiede cosa a volte ci spinga a impegnarci invano, mentre “Le brave ragazze”, colonna sonora del film “Notte prima degli esami 3.0.”, è un rifugio adolescenziale nella semplicità dei suoi anni 2000.

La canzone “Miss Italia” smonta il concetto di “bellezza da concorso” perchè spesso dietro ad una figura vincente c’è tanta insicurezza; non a caso la Miss viene definita “disperata ma statuaria”, costretta a portare avanti un’aspettativa sociale che la distrugge dentro.

Il cerchio si chiude con “La verità”, una traccia liberatoria che scrive l’ultimo capitolo del libro, quello di una donna che alla fine sceglie l’imperfezione e la libertà di essere anche sgradevole, lontana dai canoni estetici imposti.

“Miss Italia”, scritto e composto interamente da Ditonellapiaga insieme al produttore Alessandro Casagni, è un album leggero che sa giocare con equilibrio tra vari livelli di linguaggio popolare senza scadere nel becero mantenendo la stessa visione e una fruibilità generazionalmente universale. E’ un disco semplice ma non banale. dove Margherita e Ditonellapiaga si specchiano finalmente riconoscendosi.

Crediti foto: Ilaria Ieie

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