Elaborato dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo per Carisbo, Cariromagna e Banca Monte Parma, aggiornato al 31 marzo 2013, vede la regione ancora in crescita nonostante la crisi.
“Ha chiuso il primo trimestre 2013 con una crescita tendenziale del 4,1% l’export dei distretti dell’Emilia Romagna, secondo una dinamica migliore rispetto al dato nazionale (+2,2%) e con 14 distretti su 19 che continuano a registrare un segno positivo. Traino del sistema regionale sono stati i settori della meccanica (+5,8%), grazie alle macchine per l’imballaggio di Bologna (+16,3%), e quello dell’alimentare (+6,2%), grazie ai salumi del modenese (+13,3%). In crescita anche il sistema casa (+3,8%), trainato dalle piastrelle di Sassuolo (+5,2%), mentre si registrano performance negative per il sistema moda, nonostante la crescita della maglieria e abbigliamento di Carpi (+1,5%).
Le esportazioni dei distretti emiliano-romagnoli hanno raggiunto i 10,6 miliardi di euro, confermandosi tra le realtà più dinamiche nel panorama manifatturiero italiano.
Resta elevata la dispersione delle performance: chiudono in positivo l’alimentare di Parma (+4,8%), l’ortofrutta romagnola (+7,3%), i ciclomotori di Bologna (+2,9%), la food machinery di Parma (0,8%), i salumi di Parma (+4,3%), le calzature di San Mauro Pascoli (+3,6%), il lattiero caseario di Reggio Emilia (+1,1%), le macchine per il legno di Rimini (+1,2%), i salumi di Reggio Emilia (+13,4%) e le calzature di Fusignano Bagnacavallo (+22,1%). Risultati negativi invece per le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-6,4%), l’abbigliamento di Rimini (-8,1%), i mobili imbottiti di Forlì (-13,2%), il lattiero-caseario Parmense (-8,6%) e le macchine utensili di Piacenza (-67,6%). Male anche le macchine per l’industria ceramica di Modena e Reggio Emilia secondo i dati ACIMAC (-21,6%).
Nel complesso 13 distretti su 19 si posizionano su livelli superiori a quelli del primo trimestre 2008, con alcune significative eccezioni: le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-43,2%), la maglieria e abbigliamento di Carpi (-28,1%) e le piastrelle di Sassuolo (-9,8%), confermando situazioni di criticità importanti.
L’export dei distretti della regione ha continuato a crescere a ritmi più intensi sui nuovi mercati (+13,5%), mentre hanno registrato una battuta d’arresto i flussi verso i mercati maturi (-0,8%) negativamente condizionati dalle performance osservate in Francia (-1,7%) e Germania (-3,9%), principali sbocchi commerciali. Spicca però l’ottima performance registrata negli Stati Uniti (+12,1%), trainata dalle vendite delle piastrelle di Sassuolo. Tra i nuovi mercati da segnalare le performance osservate in Russia (trainate dalle piastrelle di Sassuolo), in Turchia e in Brasile (sostenute in entrambi i casi dalle macchine per l’imballaggio). Il distretto dell’imballaggio di Bologna contribuisce al balzo di export anche verso altri nuovi mercati emergenti: Vietnam, Tailandia, Indonesia.
La performance dei poli tecnologici regionali è stata invece influenzata dal calo dei flussi commerciali del polo biomedicale di Mirandola, che sta scontando le conseguenze del drammatico terremoto che ha colpito la regione a fine maggio del 2012. Il polo mirandolese ha chiuso il primo trimestre 2013 con un calo di export tendenziale del 29,3%, soffrendo su tutti i principali mercati. Prosegue invece il buon andamento delle esportazioni del polo ICT di Bologna e Modena, che mostra una dinamica migliore rispetto al dato dei poli ICT italiani monitorati (+9% versus -5,4%). A trainare il polo regionale è su tutti il mercato statunitense, secondo sbocco commerciale.
Nei primi 5 mesi del 2013 osserviamo un ridimensionamento delle ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate nei distretti regionali del 6,4% ascrivibile al calo delle ore di Cassa Straordinaria e di Cassa in Deroga, mentre osserviamo un aumento della Cassa Ordinaria, tipologia di cassa più sensibile all’andamento del ciclo economico. Le ore autorizzate, pari a 5,5 milioni nel periodo gennaio-maggio 2013, sono su livelli ancora storicamente elevati, a conferma di un quadro ancora decisamente fragile per il mercato del lavoro. Nonostante infatti i buoni risultati osservati sui marcati internazionali le imprese dei distretti regionali continuano a scontare la debolezza della domanda interna.”



