Bruno Mars, nostalgia canaglia

Bruno Mars, nostalgia canaglia

“The Romantic” sceglie una via sicura per intrattenere con classe, rielaborando il glorioso passato musicale latino, soul e R&B.


Ci sono momenti nella carriera di un artista in cui, per forza di cose, si esce con un disco che viene considerato “minore”, a volte per reale stanchezza creativa, a volte per cause inevitabili o incidentali, in altri momenti è a suo modo una fortuna, perchè la “decrescita felice” a livello numerico o mediatico per un artista coincide col ritrovare la propria intimità o identità.

“The Romantic” arriva dopo 15 anni di carriera in cui Bruno Mars non ne ha sbagliata una, dagli album “Unorthodox Jukebox” (2012), “24K Magic” (2016) ai singoli multimilionari con Mark Ronson, Rosè e Lady Gaga, all’apprezzatissimo progetto Silk Sonic insieme ad Anderson Paak, fino alla lunga e remuneratissima residenza a Las Vegas.

Ogni progetto va preso e analizzato così com’è, senza crearsi aspettative illegittime o inutili, gli artisti hanno bisogno anche di progetti fatti per sè, per il puro piacere di suonare e portare dal vivo un progetto, così sembra essere “The Romantic”, che ha diviso e in buona parte non entusiasmato la critica per il fatto di essere troppo derivativo.

Qui, per usare un termine da Chef, ci troviamo di fronte a un Bruno Mars “in purezza”, un disco che clona e omaggia sia i classici coi quali è cresciuto sia alcune canzoni della sua stessa carriera, senza preoccuparsi di essere contemporaneo.

I fiati in stile mariachi di “Risk It All” ci catapultano subito in un passato indefinito, “Cha Cha Cha” ci fa indossare il vestito da sera per un ballo d’altri tempi un po’ latino e un po’ alla ‘O Jays, “I Just Might” ci ricorda quanto Bruno Mars sappia fare le hit al suo stile, citando a suo modo Leo Sayer e la sua “You Make Me Feel Like Dancing” del 1976.

La parte centrale con “God Was Showing Off” e ‘Why You Want to Fight?’ va sul romanticismo languido, mentre “On My Soul” omaggia “Move On Up” di Curtis Mayfield.

Santana e Tito Puente sono gli ospiti non dichiarati nella coinvolgente “Something Serious”, mentre la ballata “Nothing Left” ricalca i suoi classici e promette di essere altrettanto efficace nel tempo, e in chiusura “Dance With Me” sembra un classico senza tempo con la sua voce da grande intrattenitore che si eleva come non mai.

Non c’è da meravigliarsi, Bruno Mars ha mosso i primi passi imitando Elvis, ispirandosi al funk dei maestri che si sono sporcati le mani prima di lui, ha riempito i suoi fortunati dischi di omaggi come tessere di un mosaico che abilmente si mascondevano in un insieme accattivante e contemporaneo.

“The Romantic” è un album volutamente derivativo e romantico nell’antico senso del termine, per alcuni maligni è un disco di “falsi d’autore”, con l’uso di fiati e arrangiamenti che appartengono alla tradizione latina, soul e R&B, dove anche la durata limitata (nove brani per 31 minuti) ne connota, per così dire, l’identità nostalgica, come fosse un vinile, un’audiocassetta da ascoltare su un vecchio maggiolone o su una spider degli anni 70.

L’album intrattiene con classe sopraffina e convince se considerato come episodio singolo che precede ulteriori evoluzioni, perchè la nostalgia è rassicurante ma può anche essere canaglia, così come la residenza a Las Vegas, il problema non è farla ma, come successe ad Elvis, rimanerne prigionieri.

Crediti foto: John V. Esparza – Atlantic Records, Warner Music Group

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