Il 62esimo “Carnevale nazionale dei bambini”, manifestazione tanto attesa dai più piccoli e prevista per domenica 9 marzo, è stata annullata lasciando le giovani maschere a bocca asciutta.
Festa, divertimento, allegria, questo quello che ci si aspetta da una manifestazione carnevalesca, peccato che a Bologna domenica scorsa c’è stato spazio solo per la delusione e il disincanto dei più piccoli che, mascherati di tutto punto e desiderosi di assistere alla tradizionale parata dei carri, si sono trovati di fronte al nulla. Manifestazione annullata senza alcun preavviso, dopo essere già stata rimandata in precedenza per il maltempo.
La sfilata, prevista per domenica 2 marzo, posticipata al martedì seguente e poi a domenica 9, prevedeva un programma di tutto rispetto: carri di cartapesta avrebbero dovuto sfilare per via Indipendenza, distribuendo dolci, coriandoli e giochi. In testa al corteo niente poco di meno che il dottor Balanzone che avrebbe concluso la manifestazione recitando la zirudella, filastrocca in dialetto; a presenziare all’evento il cardinale Carlo Caffara e le autorità locali.
Ebbene nulla di tutto ciò si è verificato e i bambini, accompagnati in centro dai loro genitori per trascorrere una giornata di svago, sono tornati a casa con un bagaglio di delusione e un po’ di fiducia in meno nei confronti della loro città. Un’impiegata dell’ufficio del turismo, di fronte alle rimostranze dei presenti, ha cercato di giustificare lo spiacevole “incidente” adducendo problemi dovuti “alla complessità dell’organizzazione dell’evento e alla viabilità”, peccato che da una domenica all’altra si sarebbe potuto organizzare il tutto senza incorrere in spiacevoli inconvenienti.
Forse è semplicemente mancata la voglia, forse Bologna la dotta, la grassa, la rossa sta diventando poco colta, sterile e grigia se non è in grado di soddisfare nemmeno le attese dei più piccoli. Magari l’amministrazione comunale voleva solo impartire un’importante lezione ai suoi futuri elettori: imparare a smettere di avere aspettative perché di questi tempi c’è poco da sperare e festeggiare, così da sapere cosa li aspetta nel prossimo futuro.
In questo caso l’annullamento del corteo avrebbe una ragionevole, per quanto non condivisibile, motivazione. Tuttavia è probabile che l’intento educativo celi una mancanza di organizzazione e, cosa ancor più triste, una noncuranza nei confronti dei bambini. Se l’amministrazione comunale volesse replicare, siamo lieti di concederle spazio in merito.



