Raccolta differenziata “porta a porta” nei comuni italiani: disagi e problematiche.
In circa 1500 comuni Italiani, è stata introdotta negli ultimi anni una nuova concezione di raccolta differenziata, detta “porta a porta”. Consiste infatti nell’eliminazione totale dei cassonetti dell’immondizia dalle strade, concentrando la raccolta dei rifiuti direttamente di fronte ai portoni delle abitazioni. A giorni alterni, pertanto, vengono ritirati gli appositi bidoncini, a seconda del tipo di rifiuto: per esempio, il ritiro dell’organica avviene solitamente due sole volte a settimana. Questa situazione, di fatto, ha creato non pochi problemi agli abitanti dei sopracitati comuni, sebbene i sindaci continuino a lodarsi della scelta effettuata.
A Bologna questo tipo di progetto è partito nel 2008, solamente in alcune località. Su tutte spicca Casalecchio di Reno, per grandezza e vicinanza al centro della città felsinea, dove il progetto “porta a porta” non è stato ancora sposato. Benché di primo acchito la proposta venne accolta con titubanza, ma comunque accettata curiosamente da parte dei cittadini “Casalecchiesi”, in un secondo momento le cose hanno preso una piega insperata, evidenziando disagi di svariato tipo. Passeggiando tra le vie del paese, si notano con evidenza i vari bidoncini riposti d’innanzi agli ingressi delle abitazioni: a vista d’occhio non è certo il panorama più bello che si possa desiderare.
Parlando con la gente, invece, le polemiche sono alle stelle, tanto da evidenziare un vero e proprio malcontento nel 90% degli intervistati: <<non se ne può più, l’organico viene ritirato due volte a settimana ed i pannolini una sola! In estate non si respira, la puzza è insopportabile! Pensate alle persone che non hanno il balcone, e magari vogliono cucinare il pesce: vi sembra normale che debbano tenere i rifiuti in casa per più di tre giorni! Non parliamo poi dei bisogni dei cani… ormai non li raccoglie più nessuno, li lasciano nei parchi!>>. Queste sono le affermazioni più frequenti, nelle quali ci si può imbattere, parlando con Casalecchiesi di qualsiasi età. Il bello però, arriva quando, Marco, quarantenne Casalecchiese “D.o.c”, di sua spontanea volontà mi confida di aver trovato un’alternativa soluzione: <<Ah! E’ molto semplice: la mattina quando vado a lavoro prendo il sacco dei rifiuti e lo butto a Bologna.>> http://www.comune.casalecchio.bo.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=353&idCat=48167&ID=48383
Il seguente link, riporta il calendario dell’iniziativa “porta a porta” (aggiornata al 9/04/2013), dove senza dubbio spicca la voce pannolini: ritirati una sola volta a settimana. C’è da non crederci all’idea che una famiglia che abita in un piccolo appartamento, magari senza balcone, sia obbligata a tenere, in estate, dentro casa, un sacco pieno di pannolini per sette giorni. Se poi sommiamo questi ultimi ai rifiuti organici, il “cocktail” diventa insopportabile! A fronte della sconvolgente rivelazione di Marco, di conseguenza, ho riproposto questo tipo di domanda a molti cittadini di Casalecchio di Reno incontrati, i quali, senza nascondersi, hanno tutti confessato, all’unanimità, di agire come il loro concittadino.
In conclusione, pertanto, mi rivolgo ai Sindaci dei comuni Italiani che hanno adottato questo sistema affermando che: se da un lato la differenziata “porta a porta”, (che sarebbe, se ben organizzata, una bellissima iniziativa) ha migliorato i livelli di raccolta, dall’altro ha peggiorato la vita delle persone; questo in virtù del fatto che è stata, fino ad ora, gestita in malo modo, tanto da indurre alcune di loro a trasferirsi in altri paesi vicini, dove tale problematica, fortunatamente… non esiste!


