Benson Boone tra palco e TikTok

Benson Boone tra palco e TikTok

L’album “American Heart” e le apparizioni legate al Superbowl 2026 hanno ulteriormente affermato il discusso e funambolico cantautore.


Chi l’avrebbe mai detto che un artista musicalmente dignitoso nell’era moderna potesse essere definito “quello della capriola”? Tecnicamente è chiamato “backflip” l’eclatante gesto atletico diventato un marchio di fabbrica che ha trasformato Benson Boone da timido tiktoker a performer magnetico.

Con un passato di tuffatore e ginnasta acrobatico al liceo, Benson ha fatto il giro del mondo per il suo salto mortale ai Billboard Music Awards (e successivamente replicato ai VMA 2024 e al Coachella 2025 davanti agli occhi stupiti di Brian May). Ovviamente è limitante per un artista cosi carismatico e dotato vocalmente essere definito “quello della capriola”, ma è innegabile che questo aspetto ginnico abbia contribuito a farlo conoscere da un pubblico più anagraficamente trasversale e generalista.

Benson si è fatto notare nel 2024 soprattutto grazie al brano “Beautiful things”, rivelandosi come il perfetto prodotto dell’ultima mutazione genetica discografica. Se negli anni 2000 il successo pop passava soprattutto per i talent show (che Boone ha snobbato, ritirandosi da American Idol nel 2021 nonostante fosse dato per favorito), oggi il potere si è spostato nelle mani degli artisti che sanno essere influencer di loro stessi, non solo per le loro qualità artistiche ma per la capacità di essere virali e accattivanti sui social.

I suoi due album “Fireworks & Rollerblades” e “American Heart” vivono di queste caratteristiche e contraddizioni, (ammesso che ci sia ancora chi ascolta i dischi in maniera tradizionale) Benson ha una notevole vocalità e fisicità, le canzoni sono degli spot orecchiabiii ma sembra mancare la profondità, l’evoluzione, quel minimo di originalità che si coglie a tratti ma spesso rimane inespressa.

L’esclusione di Boone dai Grammy 2026, dove non ha ottenuto neanche una candidatura nonostante il suo indiscutibile successo commerciale, ha aperto una discussione più generazionale che artistica, perchè probabilmente gli adulti faticano a comprendere fino in fondo le sue reali qualità.

Tra gli ultimi brani fortunati per Benson c’è la brillante “Mystical Magical”, con un ritornello vincente e una scrittura leggera, “Mr. Electric Blue” affronta sonorità vicine al glam-rock e ai Queen, dove Boone mette in mostra la sua estensione vocale in falsetto.

Il brano “American Heart” è una ballata mid-tempo che esplora il peso della fama improvvisa, dove Boone affronta il tema dell’identità americana e della solitudine del tour, cercando di dare una profondità poetica.

Il 2026 si apre con “Man in Me”, che abbandona i grandi arrangiamenti orchestrali per un suono più acustico e crudo, un brano da cantautore che ci dimostra quanto Benson, tolto l’artificio della produzione, ha le potenzialità per essere un cantautore capace di reggere la scena solo con voce e chitarra.

Benson Boone dovrà presto decidere se restare il “re del pop virale” o trasformarsi in un artista che porta un discorso personale e coerente, pur rimanendo popolarissimo.

La sua presenza, insieme all’attore e regista Ben Stiller, in un viralissimo spot legato al Super Bowl 2026 è comunque un riconoscimento alla sua pur breve ma importante carriera.

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